Il dibattito si infiamma dopo le promesse del premier

Pensioni: le novità dal fronte politico e sindacale. Riforma e 80 euro ai pensionati

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Tito Boeri e Matteo Renzi

Tito Boeri e Matteo Renzi

ROMA – Continua veemente e talvolta aspro il dibattito sulle pensioni, alimentato adesso, oltre che dalle inopportune dichiarazioni di Boeri, anche dagli annunci del premier Matteo Renzi, che promette, per l’ennesima volta, l’estensione del bonus degli 8o euro ai pensionati.

RIFORMA – Sul fronte pensioni le ultime news, aggiornate all’8 aprile 2016, vedono in primo piano le dichiarazioni di Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager, che critica aspramente il comportamento di Tito Boeri: «Il presidente Inps insiste nel rilasciare dichiarazioni incoerenti con l’incarico che ricopre, per di più smentite dal governo che è l’unico titolato a esprimersi sul tema pensioni. L’effetto, per dirla con un eufemismo, è il terrore sociale. Le persone, giovani e meno giovani, non sanno cosa aspettarsi per il loro futuro pensionistico e, sinceramente, non si capisce quale sia la strategia.Aspetto di vedere la proposta del governo – ha concluso il presidente Federmanager- che spero sia strutturale e realizzi in tempi brevi la flessibilità in uscita per chi è vicino alla pensione. Solo davanti a una proposta seria siamo disposti ad entrare nel merito delle soluzioni».

80 EURO, CAMUSSO – La Camusso ha preso posizione sulle dichiarazioni del premier Renzi degli ultimi giorni relative al bonus degli 80 euro: «Venerdì (ieri ndr) il governo dovrebbe presentare il Documento di programmazione economica e finanziaria, noi ci auguriamo che nel documento ci siano previsioni e le risorse necessarie ad affrontare il tema della riforma della legge pensionistica e di tutte le ingiustizie che ha creato». Una speranza vana, a quanto sembra.

80 EURO, NANNICINI – Anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, parlando a Omnibus su La 7 è intervenuto sul tema pensioni in modo preciso e puntuale: «Gli 80 euro alle pensioni minime? E’ un tema da approfondire. Non è una riforma delle pensioni, si tratta di alcuni accorgimenti per il sostegno delle pensioni basse e sarà fatto da qui alla fine della legislatura, il 2018. I tempi non so prevederli. Non è la priorità. La visione deve essere d’insieme. A un certo punto arriveremo al tema di sostenere il reddito di pensioni molto basse. Quanto costa il provvedimento? Capisco che il tema delle pensioni sia un tema sexy, ma stiamo parlando solo di un tema, non c’è una istruttoria sul tema».

80 EURO POLETTI – L’ipotesi di allargare gli 80 euro anche alla platea delle pensioni minime ipotizzata da Renzi trova favorevole il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che si è così espresso ai microfoni di Radio 24: «Questo è un tema che è presente da quando si decise il bonus degli 80 euro ai lavoratori due anni fa; naturalmente questo è un tema che va affrontato all’interno della legge di stabilità perché abbiamo una ovvia esigenza di compatibilità rispetto all’utilizzo delle risorse; sono favorevole naturalmente al fatto che anche le pensioni più basse abbiano un loro adeguamento. Lo dovremo vedere dentro a questo contesto generale di equilibrio della nostra economia e del nostro bilancio».

80 EURO, UIL – Mentre Cgil e Cisl bocciano sostanzialmente la proposta, ritenendo che si tratti di uno dei soliti annunci di Renzi, il segretario confederale Uil, Domenico Proietti invece sfida il premier ad attuarla subito: «Se il Presidente Renzi fa sul serio emani subito un decreto per il bonus degli 80 euro ai pensionati. Sono, infatti, più di due anni che il Governo annuncia questo provvedimento salvo poi sistematicamente non farne più niente e le odierne dichiarazioni provenienti dal Mef contraddicono le affermazioni del Premier».

Come si può constatare un ampio fronte si schiera contro le affermazioni, le proposte, gli annunci del duo Renzi – Boeri, ma anche chi in teoria è favorevole a qualche progetto (gli 80 euro) pone serie riserve e sposta l’orizzonte della concessione a momenti più compatibili dal punto di vista economico. Questa ulteriore smaccata sortita elettorale del premier sembra dunque destinata a non avere effetti positivi, come lo ebbe quella degli 8o euro ai lavoratori dipendenti, che però hanno ricevuto il primo versamento in busta paga proprio a partire dal maggio 2014, in prossimità delle elezioni. Questa volta però la situazione sembra diversa e Matteo Renzi rischia, una volta di più, di fare le promesse da marinaio.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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