Aumenteranno imposte dirette e indirette

Tasse: nei prossimi quattro anni stangata fiscale da 71 miliardi di euro

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 18-09-2015 Roma Politica Palazzo Chigi. Conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri Nella foto Dario Franceschini, Matteo Renzi, Pier Carlo Padoan Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 18-09-2015 Rome (Italy) Politic Palazzo Chigi. Press conference after the Council of Ministers In the pic Dario Franceschini, Matteo Renzi, Pier Carlo Padoan

Renzi e Padoan ridono, gli italiani un po’ meno

Una stangata fiscale da oltre 71 miliardi di euro, tra il 2016 e il 2019: nei prossimi quattro anni le tasse aumenteranno sistematicamente, portando il gettito complessivo oltre quota 855 miliardi, rispetto ai 784 del 2015.

E’ quanto emerge da una prima analisi realizzata dal Centro studi di Unimpresa sul Documento di economia e finanza approvato dal consiglio dei ministri. Secondo l’analisi dell’associazione, nel 2016 le entrate nel bilancio pubblico si attesteranno a 789,4 miliardi, mentre nel 2017 arriveranno a 805,4 miliardi; nel 2018 si toccherà quota 831,9 miliardi e nel 2019 a quota 855,7 miliardi. Complessivamente il maggior aggravio fiscale su famiglie e imprese sarà pari, nel quadriennio in esame, a 71,4 miliardi con un aumento del 9,15% rispetto ai 784,04 miliardi incassati dallo Stato nel corso del 2015.

Aumenteranno sia le imposte dirette sia le imposte indirette: nel primo caso il governo stima una crescita di 11,8 miliardi (+4,90%); nel secondo caso è previsto un aumento di 33,3 miliardi (+13,39%). In totale, le entrate tributarie passeranno dai 492,7 miliardi del 2015 ai 537,7 miliardi del 2019 (2016: 495,1 miliardi; 2017: 510,2 miliardi; 2018: 525,2 miliardi). La pressione fiscale resterà sostanzialmente invariata. Rispetto al 43,5% del 2015, il governo prevede di chiudere quest’anno al 42,8% e il 2017 al 42,7%; nel 2018 nuova salita al 42,9%, livello che sarà confermato nel 2019.

Sono dunque i numeri indicati dallo stesso Governo in un documento ufficiale e non i gufi evocati più volte dal premier che contraddicono i due pinocchietti (Padoan e lo stesso Renzi), che hanno più volte promesso che il calo delle tasse è nei programmi del Governo e che sarebbe iniziato da quest’anno. Le solite fole ammannite dall’esecutivo al popolo bue, ma ormai i cittadini sono sull’avviso e non credono più alle affermazioni di Renzi.

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Camillo Cipriani

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