In risposta alle domande della commissione d'inchiesta

Monte dei Paschi di Siena: ecco perchè Bankitalia non propose l’amministrazione controllata. Lettera di Visco alla Regione

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Politica

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Banca d'Italia

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FIRENZE – «La Banca d’Italia non propose l’amministrazione straordinaria di Mps in quanto non sussistevano i presupposti per l’adozione di tale provvedimento». Ecco una parte della risposta della Banca d’Italia a vari quesiti posti dalla commissione di inchiesta del Consiglio regionale della Toscana su Mps, presieduta da Giacomo Giannarelli. La commissione aveva chiamato in audizione il governatore di Bankitalia Ignazio Visco che, non potendosi presentare, ha comunque acconsentito a rispondere alle domande formulate in forma scritta.

«Si fa presente che la Banca d’Italia aveva promosso – si legge ancora -, man mano che le evidenze cartolari e ispettive avevano posto in luce la debolezza di taluni profili tecnici, significative carenze organizzative e un assetto manageriale inadeguato, interventi di crescente intensità. In particolare, in data 15 novembre 2011 il Direttorio della Banca d’Italia aveva convocato  i massimi vertici di Mps e della Fondazione al fine di metterli di fronte alle proprie responsabilità e richiedere a Mps una  rapida e netta discontinuità nella gestione aziendale. Successivamente, Mps risolse il rapporto con il Direttore generale, Vigni. Il 12 gennaio 2012 Viola fu nominato direttore generale. In occasione dell’assemblea del 27 aprile 2012 la maggior parte dei membri del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale furono sostituiti. L’avvocato Mussari non ripresentò la candidatura per il ruolo di presidente».

Secondo la Banca d’Italia «quanto a un eventuale provvedimento di amministrazione straordinaria, per quel che concerne la situazione patrimoniale di Mps, i coefficienti patrimoniali della banca erano ben al di sopra dei minimi regolamentari tempo per tempo vigenti». Quanto alla domanda della commissione in merito all’acquisizione di Antoveneta, su «come mai non è stata rilevata l’incongruenza del prezzo pagato per mezzo di bonifici miliardari anche con il prezzo pubblicamente annunciato? Chi ha approvato l’acquisto?». Banca d’Italia risponde che «l’operazione fu autorizzata perché conforme ai criteri previsti dalla normativa, avendo riguardo tra l’altro all’adeguatezza patrimoniale di Mps e alla sostenibilità dell’acquisizione. Inoltre la decisione in merito all’acquisizione di Antonveneta fu assunta collegialmente dal Direttorio, come previsto dal quadro normativo vigente all’epoca dei fatti».

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Ernesto Giusti

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