Le pratiche di recupero crediti trattate nel 2014 sono state 40,2 milioni

Economia: i cittadini non riescono a onorare le scadenze (56 miliardi) di bollette, prestiti personali e mutui

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Tra crisi e perdita di lavoro molti cittadini non riescono più a onorare le scadenze. Le stime parlano di oltre 56 miliardi di crediti non saldati da famiglie e imprese. Si tratta di bollette, rate di piccoli prestiti personali e fidi accordati che non vengono saldati oppure pagati con grande difficoltà . Una mina che rischia di esplodere.

UNIREC – I dati 2014 del quinto rapporto Servizio e Tutela del Credito curato da Unirec (l’Unione nazionale delle imprese di recupero, gestione e informazione del credito) mostrano che i crediti a loro affidati sono aumentati del 16%, mentre i rientri hanno mostrato una tendenza in calo, attestandosi al 17,2%. Tradotto significa che il numero delle pratiche date in mano alla società di riscossione è in crescita così come la difficoltà di recupero. Le pratiche di recupero crediti trattate nel 2014 secondo Unirec sono state 40,2 milioni.

RATE – La maggior parte riferita a rate scadute di prestiti, di finanziamenti di beni di consumo, canoni leasing e carte revolving che ammontano a 40,5 miliardi di euro. Mentre le utenze scadute di luce, gas, acqua e telefono valgono 12,8 miliardi. Infine ci sono in sospeso crediti commerciali e assicurativi per 2,9 miliardi. In generale l’importo medio del richiesto è di 1.385 euro. E quasi la metà dei debiti non pagati è concentrato in 4 regioni: Sicilia (14%), Campania (11%), Lombardia (15%) e Lazio (9%).

IMPRESE – Una situazione che si ripercuote anche sulle imprese che, non ricevendo il flusso di cassa legato ai servizi offerti, sono in grande sofferenza. Oltre che gli enti pubblici, in arretrato cronico nei pagamenti nonostante le promesse di Renzi nel salotto di Porta a Porta, anche i privati stentano a tener fede alle loro obbligazioni. La Cgia di Mestre ha calcolato che, nel 2014, il 76% delle imprese aveva problemi di liquidità e il 39% non ha assunto nuovi dipendenti per la condizione di asfissia finanziaria nella quale si trovavano.

GOVERNO – Il Governo, in particolare Renzi e Padoan, continua a riempirsi la bocca di grandi strategie, di utilizzazione di flessibilità per aumentare la spesa (spesso improduttiva) e a promettere elargizioni improbabili (tipo gli 80 euro ai pensionati di cui il premier parla ormai da due anni), ma non riesce a rimettere in sesto la macchina dell’economia, che fatica a svilupparsi sotto il peso della burocrazia e dei difficili finanziamenti.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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