Dal 5 maggio al 18 giugno

Firenze: al via «Fabbrica Europa». 43 giorni di danza, teatro, installazioni, performances e musica

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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«We Women» della coreografa catalana Sol Picó

«We Women» della coreografa catalana Sol Picó (Stazione Leopolda, 5 maggio)

FIRENZE – L’antica stazione ferroviaria trasformata in stazione di transito creativo e luogo di incontro e scambio di idee artistiche multiculturali: è l’idea di fondo della ventitreesima edizione di «Fabbrica Europa», che come sempre si svolge soprattutto alla Stazione Leopolda di Firenze, con qualche escursione in altri teati storici della città e dei dintorni. Quest’anno il festival va dal 5 maggio al 18 giugno.

Ci sono progetti ideati appositamente per il festival, come «Gamelan» (Stazione Leopolda, 6 maggio) di Michele Di Stefano, Fabrizio Favale e Cristina Rizzo. Qui un nutrito numero di coreografi/danzatori è invitato a costruire una danza che sia una successione condivisa di corpi su un suono semplice e preesistente.

Fra danza e installazione sta l’opera di Cristina Caprioli, «Notes on a pebble». Incorniciata dalla proiezione del film Yellow Labor, questa opera installativo-performativa vede i partecipanti al workshop e il pubblico coinvolto scrivere sui sassi la coreografia (testo/libro/romanzo) investigata durante il laboratorio. Una parola per sasso, un sassolino dopo l’altro, il romanzo si trasferisce sul pavimento della Leopolda e, connotando lo spazio di senso e significato, crea un’immagine di grande impatto (Stazione Leopolda, 5-15 maggio).

Altro concetto da sempre centrale a Fabbrica Europa è il multiculturalismo. Questioni di identità, appropriazioni e prestiti culturali sono temi che emergono dalla realtà dello scambio artistico e del crescente incontro tra i popoli. Artisti di area Mediterranea e di diversi continenti e Paesi, sono protagonisti di progetti tra danza, musica e parola nei quali la contaminazione è fondante.

Spettacolo tutto al femminile è «We Women» della coreografa catalana Sol Picó, coprodotto dal Festival Grec 2015 di Barcelona e dal Festival Internazionale di Buenos Aires. In scena, oltre alla stessa Picó, Julie Dossavi (Benin), Minako Seki (Giappone), Shantala Shivalingappa (India) e le musiciste Adele Mandau (Italia), Lina León e Marta Robles (Spagna). Sette donne danzano, cantano, suonano e, parlando, alternano e accumulano lingue diverse costruendo i tempi e i modi di una vita in comune (Stazione Leopolda, 5 maggio). Sol Picó è inoltre protagonista del solo «One-Hit Wonders». Dopo 20 anni di carriera, la coreografa catalana si concede una cavalcata autoironica nei suoi maggiori successi. La vediamo alle prese con un percorso bendato in mezzo ai cactus, con uno ski-simulator da piste innevate, o con le scarpette rosse da danza per una versione inedita del flamenco, irrinunciabili follie artistiche che sono la cifra stilistica di una poetica affascinante e vitale (Stazione Leopolda, 7 maggio).

In prima nazionale «Beytna» (‘invito a casa’ in libanese), in cui quattro coreografi di diverse nazionalità, Omar Rajeh, Anani Sanouvi, Hiroaki Umeda, Koen Augustijnen, si ritrovano e danzano, bevono, ridono, mangiano. La semplicità dell’incontro è punto di partenza per una performance dalla struttura coreografica e concettuale più complessa. Accompagnano i musicisti palestinesi de Le Trio Joubran (Stazione Leopolda, 13-14 maggio).

Il teatro ha un rappresentante prestigioso in Peter Brook, che con «Battlefield» torna al Mahābhārata, l’epopea più lunga del mondo. Nel 1985 sconvolse il Festival di Avignone con una messa in scena di circa nove ore; molto lunga anche la versione cinematografica (pur essendo un condensato di quella televisiva), ma non annoia. «’La ricchezza linguistica e immaginifica della millenaria epopea del Mahābhārata, le sue storie ancor oggi sorprendenti – spiegano Peter Brook, Jean-Claude Carrière, Marie-Hélène Estienne – ci offrono la possibilità di far rivivere sul palcoscenico fascinazioni, che, pur appartenendo al passato, riflettono allo stesso tempo i durissimi e innumerevoli conflitti che straziano il nostro mondo’». Lo spettacolo è prodotto da Fondazione Teatro della Toscana per Fabbrica Europa 2016 (Teatro della Pergola, 24-25 maggio).

Musica dal vivo e danza sono in DAN+Z, un trittico con Gianluca Petrella + Luisa Cortesi; Dan Kinzelman + Daniele Ninarello; Simone Graziano + Vittoria De Ferrari Sapetto; l’antico affiatamento fra i musicisti permette intrecci all’interno del percorso performativo live che sfocia in un organismo unico. Il giornalista Alceste Ayroldi introduce l’evento (Stazione Leopolda, 11/5).

La Leopolda ritrova la sua anima di stazione nel progetto di Max Casacci (Subsonica) e Daniele Mana (Vaghe Stelle) «Glasstress meets Pulse!». I due artisti del suono arriveranno alla Stazione Santa Maria Novella, saliranno sulla tramvia e registreranno i paesaggi sonori dai mezzi di trasporto. Il tutto, campionato in presa diretta, diventerà materia portante del dj set inaugurale. A seguire, Biga vs Tambo Meets Millelemmi, jam session tra jazz, hip hop ed elettronica (Stazione Leopolda, 5/5).

Panorami sonori elettronici sono intessuti da Lucrecia Dalt, colombiana di base a Berlino (Stazione Leopolda, 5/5). Membro fondatore dei Massive Attack, Grant Marshall aka Daddy G è uno dei fautori di quel ‘Bristol sound’ che ha conquistato il mondo con il trip hop. Molti remix dei Massive, elettronica, dubstep e tanto reggae, ma anche soul e funk, nei suoi travolgenti dj set (Stazione Leopolda, 6/5).

Si definisce armonizzatore della realtà Christophe Chassol, talentuoso e carismatico pianista e compositore francese originario delle Antille. Suona nell’ambito di La Francia in scena, stagione artistica dell’Institut français Italia realizzata su iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, con il sostegno dell’Institut français (Stazione Leopolda, 7/5).

Barber Mouse + Samuel (Subsonica): un trio di strumenti preparati (pianoforte, contrabbasso, batteria) che suona celebri hit techno di Detroit, la voce di Samuel che canta i pezzi più conosciuti e amati del jazz. Un esperimento riuscito con generi apparentemente inconciliabili (Stazione Leopolda, 7/5).

Una notte con le ritmiche digitali di due dei nomi più interessanti della famosa etichetta Ninja Tune, storica realtà musicale indipendente di Londra, fondata nel 1991, con una forte propensione alla musica elettronica, alternative hip hop, nu jazz, drum&bass. La serata, realizzata con Lattex, vede protagonisti due assi della console: Actress e Seven Davis Jr (Stazione Leopolda, 13/5).

«Sea Songs», produzione di Fabbrica Europa, vede protagonista una delle più raffinate voci della canzone italiana, Cristina Donà, per un omaggio ai suoi grandi autori del cuore: Robert Wyatt, Nick Drake, Nick Cave, Radiohead, Paolo Conte, Lucio Dalla e molti altri (Stazione Leopolda, 12/5).

Programma completo su www.fabbricaeuropa.net  

I LUOGHI DEL FESTIVAL

Stazione Leopolda, viale Fratelli Rosselli 5, Firenze

Teatro della Pergola, via della Pergola 12/32, Firenze

Le Murate, piazza delle Murate, Firenze

Istituto Francese, piazza Ognissanti 2, Firenze

Limonaia di Villa Strozzi, via Pisana 77, Firenze

Teatro Studio Mila Pieralli, via Donizetti 58, Scandicci (FI)

Teatro della Limonaia, via Gramsci 426, Sesto Fiorentino (FI)

I Macelli, piazza Macelli, Certaldo (FI)

Biglietti: da 8 a 20 euro (salvo diversa indicazione). Prevendita: Box Office Toscana www.boxol.it

Box Office Firenze, Via delle Vecchie Carceri 1, Tel. 055 210804 e punti vendita Box Office Toscana

INFO: Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee, Borgo Albizi 15, 50122 Firenze, Italia. Tel +39 055 2480515 / 2638480 promozione@ffeac.org

 

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