Le indagini dei carabinieri

Firenze, morta imbavagliata: dall’autopsia si attendono risposte per far luce sul mistero

di Redazione - - Cronaca

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carabinieriFIRENZE – L’autopsia, che il pm Tommaso Colletta sta per affidare, dovrebbe dare alcune risposte importanti per le indagini sulla morte di Annalisa Bartolini, 67 anni, trovata senza vita ieri nel suo appartamento di via Svizzera, dove abitava con il marito, Livio Benelli, 71 anni, e uno dei due figli, Lorenzo di 35 anni. Proprio quest’ultimo l’ha trovata, imbavagliata con il nastro adesivo, in terra nell’ ingresso dell’appartamento. Di certo, all’arrivo del 118, la donna era morta da poco tempo, tanto che i sanitari hanno tentato, senza successo, di rianimarla.

I carabinieri, che conducono le indagini, stanno vagliando tutte le ipotesi. Il marito oggi avrebbe confermato che dall’appartamento sono spariti alcuni gioielli e che tutte le stanze erano in disordine. Dichiarazioni che i militari stanno vagliando con attenzione e che confermerebbero l’ipotesi di una rapina finita male. Quello che appare strano è che la donna non aveva segni sui polsi, quindi non sarebbe stata legata, e sulla porta d’ingresso non c’erano segni di scasso. In particolare, l’autopsia dovrà confermare se Annalisa
Bartolini è morta per asfissia a causa del nastro adesivo, che le avrebbe bloccato la bocca e il naso, o se è deceduta per altre cause, che dall’esame esterno non sarebbero emerse. Un altro elemento importante potrebbero essere le impronte digitali sul nastro adesivo che sarebbe stato tagliato dai sanitari del 118 al loro arrivo nell’appartamento, prima di iniziare i tentativi di rianimazione.

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