La Gran Bretagna accoglierà 3.000 minori

Migranti: la Ue vara una guardia costiera europea per gestire l’emergenza. Ma resta il problema dei ricollocamenti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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guardia frontiera

LUSSEMBURGO – I ministri degli Interni e della Giustizia dell’Unione europea hanno approvato a Lussemburgo, il progetto di una Guardia costiera e di frontiera europea per una migliore gestione dell’emergenza immigrazione. Il via libera apre ora le porte ai negoziati con il Parlamento europeo, dove il voto finale è atteso entro giugno così da permettere al dossier di finire sul tavolo dei capi di Stato e di Governo, che si riuniranno il 28 giugno. Si tratta di una proposta molto importante volta a garantire un maggior coordinamento tra i Paesi e le forze dell’ordine nella gestione dei flussi e nell’accoglienza dei migranti. L’obiettivo è di avere il sistema di Guardia costiera e di frontiera pienamente operativo già a settembre.

ALFANO – «Punto centrale del nuovo sistema di gestione delle frontiere esterne è l’istituzione di un ufficio europeo per i rimpatri» ha spiegato il ministro dell’Interno italiano, Angelino Alfano. «Il rimpatrio diventa l’elemento centrale della strategia europea, ed è importante perché conferma l’approcio comune» della gestione dei flussi dei richiedenti asilo. L’ufficio per i rimpatri verrà creato direttamente all’interno della struttura della Guardia costiera e di frontiera, e ogni Paese avrà «punti di contatto nazionali» per lavorare in coordinamento con l’ufficio centrale.

AVRAMOPOULOS – Il commissario europeo alle migrazioni e affari interni Dimitris Avramopoulos, al termine dell’incontro a Lussemburgo ha detto: «I migranti continueranno a bussare alle nostre porte per cercare un futuro migliore. Quindi ci dobbiamo organizzare per gestire i flussi in maniera efficiente, in modo che sia equo per i migranti e per i cittadini dei Paesi terzi. Abbiamo avuto una prima discussione con i ministri e sono contento che tutti vogliamo migliorare il sistema di asilo, non solo cambiando Dublino. Lo status quo non è un’opzione». I numeri dei ricollocamenti — ha concluso Avramopoulos — «restano bassi, l’ho ricordato con fermezza ai ministri, anche se gli Stati riconoscono che Grecia e Italia devono essere sostenute. Poco più di un migliaio di persone sono state ricollocate. L’Italia ha avuto un aumento degli arrivi: fino ad aprile circa 25.000 sono arrivati in Italia, quindi i ricollocamenti sono essenziali».

GRAN BRETAGNA – Intanto, sempre sul fronte degli aiuti e dell’accoglienza, la Gran Bretagna ha annunciato che accoglierà tremila bambini rifugiati dal Medio oriente e dal Nord Africa. La decisione arriva dopo i molti appelli lanciati al Governo di Londra da parte delle organizzazioni umanitarie. Il programma, che si aggiunge a quello già approvato per l’accoglienza di ventimila profughi siriani, viene realizzato in collaborazione con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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