Dal summit escono pochi risultati concreti

Hannover, vertice G5, Barack Obama: la Germania sa che i muri non servono. Ma mentre la Merkel, Renzi & C. parlano, l’Austria blinda la frontiera (video)

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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HANNOVER – Al vertice straordinario – denominato subito G5 – di Hannover, al castello di Herrenhausen, si è parlato principalmente di migranti e contrasto al terrorismo. Ne hanno discusso il presidente degli Usa Barack Obama, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese François Hollande, il premier italiano Matteo Renzi e il primo ministro britannico David Cameron. I cinque sono seduti ad un tavolo rotondo dove il premier italiano sta tra Cameron e Hollande.

OBAMA – «Gli Usa e il mondo hanno bisogno di un’ Europa forte ». È l’appello lanciato dal presidente Usa, Barack Obama. L’Unione Europea è « una delle maggiori conquiste economiche e politiche dell’era moderna – ha proseguito Obama -. Dopo la Seconda Guerra Mondiale nessun Paese europeo ha preso le armi contro un altro: non è accaduto per caso». «In Germania, più che in qualsiasi altro posto nel mondo avete imparato che quello di cui c’è bisogno nel mondo non sono muri» ha aggiunto citando anche il Vaticano: «Papa Francesco ha detto che i profughi non sono numeri, ma sono persone, che hanno volti e storie».

EUROPA – Quindi si è rivolto a tutti gli europei: «Non dimenticate da dove venite: siete tutti un’eredità della lotta per la libertà», ha detto «I tedeschi, i francesi, gli olandesi, i belgi, i lussemburghesi, gli italiani, e sì anche i britannici, che hanno portato l’Europa sulla strada dell’unità, superando le vecchie divisioni». Obama ha poi ricordato «i polacchi di Solidarnosc, i cechi e gli slovacchi che hanno fatto la rivoluzione pacifica, gli ungheresi, gli austriaci, i berlinesi», e «i parigini che dopo gli attentati hanno riaperto il Bataclan». «Questo siete voi europei, uniti nella pluralita’», ha concluso

LIBIA – Il discorso si è poi incentrato sulla situazione libica, in merito alla quale la linea di fondo del G5 è quella di un rapporto molto forte con il governo Sarraj che, ha detto renzi, “quando avrà da formalizzare le sue richieste troverà nell’Italia un partner sensibile. Siamo pronti a dare una mano dentro un progetto complessivo e all’interno della comunità internazionale. Con un accordo con la Libia, sul modello di quello fatto con la Tunisia, il numero di migranti in partenza dall’Africa si può ridurre. Se in Libia si consolida il governo potremo mettere fine alla parola emergenza” sul dossier migrazione.

MEZZI NATO – A questo proposito il presidente degli Usa Barack Obama si è detto disponibile all’impiego di mezzi Nato per bloccare il traffico di uomini e scafisti nel Mediterraneo. “La realtà è più forte di ogni allarmismo – ha detto Renzi. La situazione migranti va controllata e monitorata ma i numeri sono profondamente diversi da quelli che si leggono negli allarmi sui media. I numeri attuali sono inferiori a quelli del 2014 e gli stessi del 2015”.

AUSTRIA – Intanto, mentre a Hannover si chiacchiera l’Austria agisce e prosegue i preparativi per la reintroduzione dei controlli di frontiera al Brennero. Per mercoledì, 27 aprile, è stata infatti convocata una conferenza stampa al valico italo-austriaco per illustrare il management di controllo di confine.

Dunque il vertice G5 si chiude con molta scena, molte chiacchiere e poche decisioni, come avviene di solito in queste occasioni: Renzi si sarà trovato a suo agio. Importanti due affermazioni: l’appoggio comune al Governo libico e la disponibilità di Barack Obama di utilizzare mezzi Nato contro il traffico degli scafisti nel Mediterraneo. ma da un vertice così pubblicizzato e significativo ci saremmo aspettati qualcosa di più. Ma intanto i paesi europei che si oppongono all’apertura verso i migranti e cercano di tutelare le frontiere vanno avanti spediti per la loro strada. E contano sull’appoggio popolare, come si è visto nel recente primo turno delle elezioni presidenziali austriache.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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