Il valzer delle poltrone della sicurezza nazionale

Forze dell’Ordine: il consiglio dei ministri decide. Franco Gabrielli in pole per Capo della polizia. Emanuele Saltalamacchia nel vertice dei servizi segreti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Top News

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Il Generale Emanuele Saltalamacchia

ROMA – La rivoluzione potrebbe arrivare già per questa settimana, probabilmente venerdì, durante il prossimo Consiglio dei ministri. Dopo mesi di consultazioni, febbrili colloqui, di strategie, tensioni e smentite il puzzle delle nomine ai vertici dei maggiori servizi segreti e di sicurezza potrebbe essere vicino a una soluzione.

POLIZIA – Una delle poltrone più ambite è quella attualmente occupata dal prefetto Alessandro Pansa, capo della Polizia, che il 9 giugno compirà 65 anni. In pole position per la successione resta il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, già direttore del Sisde, anche se recentemente si erano registrate certezze meno granitiche, per via di alcune sue passate “esternazioni”, tanto che si era vociferata la possibilità di una donna per la prima volta a Capo della nostra Polizia. Ma l’ipotesi sembra rientrata. Gabrielli resta la soluzione più probabile, nel solco di una tradizione seguita dai governi negli ultimi 20 anni di nominare un dirigente di polizia, sia pure inquadrato prefetto, a capo del dipartimento di P.S. L’ex capo della protezione civile resta favorito anche perché l’altro candidato di cui si è fatto il nome, attuale commissario della Capitale, Prefetto Francesco Paolo Tronca, è prossimo alla pensione, elemento non secondario nella corsa alla poltrona più alta da Direttore generale della pubblica sicurezza.

AISI – Il valzer delle nomine comprende pure il vertice dell’Aisi, il servizio segreto interno, dove il generale Mario Parente, attualmente vice e di grande esperienza, sembra essere il candidato più accreditato. Con l’incarico di vice dello stesso servizio potrebbe tornare a Roma il generale Emanuele Saltalamacchia, oggi comandante della Legione Toscana, che però conserva qualche chance di accedere direttamente al vertice del servizio.

DIS – Alla vigilia dell’estate scadrà il mandato quadriennale di Giampiero Massolo, attuale direttore del Dis, l’organo di coordinamento delle nostre due agenzie di Intelligence. Nei suoi confronti non esiste un problema anagrafico, ma non c’è ancora certezza, nonostante sia molto stimato, di una sua riconferma. Al posto di Massolo potrebbe subentrare l’attuale direttore dell’Aise, Alberto Manenti. Alcune voci pongono nel lotto anche il commissario di Roma, Francesco Paolo Tronca ed il vicecapo della polizia, Luigi Savina.

CYBER SECURITY –  Il cambio dei vertici potrebbe essere legato anche alla volontà che il governo ha di creare una struttura autonoma a Palazzo Chigi, che avrà il compito di occuparsi di cyber security, con Marco Carrai nominato consulente del premier.

FINANZA – Altra partita delicatissima, che sembra aver scatenato un malinteso fra Quirinale e Palazzo Chigi, è quella legata alla successione di Saverio Capolupo, comandante generale della Guardia di finanza. I nominativi in pole position sarebbero quelli dei generali di corpo d’armata Vincenzo delle Femmine – già vicecapo di gabinetto del ministro Giulio Tremonti e oggi numero due dell’Aise, il Servizio segreto esterno -,  del generale Giorgio Toschi, comandante in seconda, sembra sostenuto da Renzi, e del generale Luciano Carta, attuale comandante dei reparti speciali.

MARINA – L’ammiraglio Giuseppe De Giorgi lascia anch’egli per limiti d’età e per la sua successione il nome giusto potrebbe essere quello dell’ammiraglio Valter Girardelli, attuale capo di Gabinetto del ministro della Difesa, in ballottaggio con il comandante della Squadra navale, Filippo Maria Foffi.

Questi sarebbero i candidati al momento più accreditati, i nomi che girano nelle segrete stanze dei palazzi romani. Ma è sempre possibile che, nei giochi incrociati, negli intrecci di potere, scappi fuori all’ultimo momento qualche outsider che metta tutti d’accordo. Ancora qualche giorno e vedremo se Renzi riuscirà nel disegno di piazzare uomini a lui graditi nei posti chiave dello Stato, anche per l’assenza di alternative valide e ben supportate dal punto di vista politico.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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