Nell'ambito del 79° Maggio Musicale Fiorentino

Firenze: debutta con successo «Iolanta» al 79° Maggio Musicale

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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Una scena di «Iolanta» (foto Simone Donati - Terraproject - Contrasto)

Una scena di «Iolanta» (foto Simone Donati – Terraproject – Contrasto)

FIRENZE – Ha debuttato all’Opera di Firenze, nell’ambito  del 79° Maggio Musicale Fiorentino, l’ultima opera composta da Pëtr Il’ič Čajkovskij, «Iolanta». Un debutto davvero, visto che non era mai stata rappresentata a Firenze. Il pubblico l’ha accolta con favore,  applaudendo a scena aperta tanto la romanza (N. 6) del tenore Vsevolod Grivnov (Vaudémont) quanto, soprattutto, il duetto della scena 7 fra lui e Victoria Yastrebova (Iolanta), di gran lunga la migliore in campo. Bella voce, ottima presenza scenica, ha offerto un’interpretazione che sarebbe stata addirittura commovente, se la regia non si fosse sbilanciata, specie nella seconda parte, verso il comico.

Il tardo medioevo del libretto di Modest Čajkovskij, fratello del compositore (ispirato a un dramma del danese Henrik Hertz, che a sua volta, nel 1845, inventa una storia permeata di spirito romantico a partire da personaggi storici realissimi: Renato I d’Angiò il Buono, 1409-1480, ebbe davvero una figlia di nome Iolanda di Lorena, 1428-1483, sposata nel 1445 con Federico II conte di Vaudémont; non è probabile, però, che sia stata cieca nei primi 17 anni di vita) è stato difatti abbandonato per un non ben definito Novecento e il tutto viene gestito un po’ a mo’ di musical, con tanto di finale in pose da gran varietà. Esasperati anche i gesti camerateschi all’americana fra il conte di Vaudémont e il duca di Borgogna (che, sul più bello della conversazione in cui i due amici espongono i loro ideali d’amore,  se ne esce dal boschetto richiudendosi la bottega). Quello che dovrebbe essere una specie di giardino dell’Eden viene volutamente trasformato dal regista Mariusz Treliński in una stanzetta claustrofobica, idea funzionale alla sua lettura di Iolanta come specchio dei tormenti interiori di Čajkovskij, ma che alla lunga viene un po’ a noia. Comunque l’uso sapiente delle proiezioni regala dei bei momenti anche per la vista e nel complesso non è un brutto spettacolo, specie se confrontato con gli orrori messi in scena per esempio a Nancy nel 2013.

Oltre alla protagonista femminile, si è distinto anche Stanislav Kochanovsky, che ha ottimamente diretto l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino in quest’opera poco nota che, specie nella prima parte (dove sono più sensibili i richiami a Wagner, oltre che al miglior Čajkovskij), annovera dei bei momenti musicali. Nel ruolo di René, al posto di Alexei Tanovitksi, c’era l’ucraino Ilya Bannik.

Repliche martedì 3 e giovedì 5 maggio, ore 20; sabato 30 aprile, ore 15.30

Opera di Firenze (Piazzale Vittorio Gui)

«Iolanta (Иоланта)». Opera in un atto. Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Libretto di Modest Il’ič Čajkovskij tratto dal dramma in versi «Kong Renés Datter» (La figlia del re René) di Henrik Hertz.

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino diretti da Stanislav Kochanovsky; maestro del coro Lorenzo Fratini. Regia Mariusz Treliński, scene Boris F. Kudlička, costumi Marek Adamski, luci Marc Heinz, video Bartek Macias, coreografie Tomasz Wygoda.

Re René: Ilja Bannik – Iolanta: Victoria Yastrebova – Robert: Mikołaj Zalasiński – Vaudémont: Vsevolod Grivnov – Marta: Mzia Nioradze – Brigitta: Maria Stasiak – Laura: Irina Zhytynska – Almerique: Mateusz Zajdel – Ibn-Hakia: Elchin Azizov – Bertrand: Federico Sacchi

 

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