Ammessi con riserva tre ricorrenti, laureati non abilitati e diplomati magistrali a indirizzo linguistico

Scuola: sul concorsone in atto l’ombra dei ricorsi. Tre già accolti dal Consiglio di Stato

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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palazzo spada

Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato

Sulla procedura che manderà in cattedra 63.712 nuovi insegnanti pende la spada di Damocle dei ricorsi amministrativi. ieri già è intervenuta una pronuncia del Consiglio di Stato che ha ammesso con riserva al concorsone tre ricorrenti, laureati non abilitati e diplomati magistrali a indirizzo linguistico.

Ma la sorridente ministra Stefania Giannini, presente a Pisa alla contestata cerimonia per  i festeggiamenti dei 30 anni della prima connessione a internet, non si sgomenta: «Migliaia di candidati hanno potuto svolgere le prove in modo del tutto regolare e saranno impegnati fino a maggio per gli scritti e a luglio per gli orali. Uno sforzo enorme per la macchina amministrativa che abbiamo potuto gestire anche grazie all’impiego dei nuovi strumenti informatici». Sui ricorsi già ieri la titolare del dicastero di viale Trastevere aveva minimizzato: un «numero piccolissimo», poche unità rispetto ai 165 mila candidati.

ANIEF – Non è dello stesso parere l’Anief, sindacato della scuola, secondo cui la «vittoria» ottenuta a Palazzo Spada, con il ribaltamento di quanto deciso dal Tar del Lazio nelle scorse settimane, è l’ennesima prova che l’azione legale intrapresa per migliaia di candidati esclusi ha e aveva le sue ragione giuridiche. I laureati hanno diritto a partecipare a tutte le prove e a vedersi riconosciuto l’inserimento nelle finali graduatorie di merito soltanto dopo il definitivo pronunciamento, se favorevole, del giudice amministrativo. L’associazione sindacale che ha patrocinato ricorsi per oltre 25 mila esclusi chiede perciò al Miur una nuova calendarizzazione delle prove del concorso ammettendo tutti coloro che hanno presentato domanda cartacea. Un’ammissione di massa che si scontra con quanto previsto nel provvedimento dello scorso 12 aprile con il quale il ministero dell’Istruzione ha reso noto il calendario delle prove e nel quale si precisa che saranno ammessi al concorso soltanto i ricorrenti muniti di ordinanze o di decreti cautelari dei giudici amministrativi loro favorevoli. Anche se le ordinanze di Palazzo Spada riguardano casi singoli sono un segnale importante per tutti gli altri ricorrenti che devono ancora attendere la discussione del ricorso innanzi al Tar, con prospettive di accoglimento successivo almeno da parte del Consiglio di Stato.

MINISTERO – A viale Trastevere si sta monitorando la situazione; gli uffici scolastici regionali sono stati allertati ed è stata allestita una scorta di postazioni pc per far fronte a evenienze che vanno dai guasti tecnici a un sovrannumero di candidati. Resta il problema dei tempi. Per alcune classi di concorso le prove sono già state svolte. Non è da escludere dunque l’ipotesi di prove suppletive per i ricorrenti in modo da consentire ai beneficiari di provvedimenti cautelari favorevoli di svolgere le prove, qualora i provvedimenti di ammissione con riserva dovessero intervenire in ritardo rispetto alle date già fissate.

COMMISSARI – Sembra essere rientrata invece la polemica sul compenso dei commissari.  Non verrà liquidato un euro all’ora come è stato detto, ma a candidato ha precisato il sottosegretario Davide Faraone confermando che è stato introdotto, in un dl al Senato in questi giorni, un emendamento governativo che raddoppia le retribuzioni rispetto a quelle dello scorso concorso: un commissario potrà prendere in media sui 7/800 euro.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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