Il messaggio del primo maggio

I sindacati: sciopero generale se Renzi non darà risposte su contratti, pensioni, occupazione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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sindacatiROMA – Il Primo Maggio ha ridato forza all’unità di Cgil, Cisl e Uil, che rilanciano il pressing sul premier Renzi e preannunciano che andranno avanti fin quando non avranno risposte sulle tre parole chiave che hanno messo al centro della Festa del Lavoro: contratti, pensioni, occupazione. Il lavoro non c’è, hanno detto. E a loro ha risposto a distanza il premier Matteo Renzi: quasi 400 mila persone hanno potuto festeggiare la giornata del lavoro, ha detto.

Dalla manifestazione nazionale di Genova i leader sindacali hanno sottolineato l’obiettivo di unificare le lotte e renderle più incisive, ed hanno trovato una sponda prima nelle parole del Capo dello Stato, Sergio Mattarella (sulla crescita dell’occupazione non possiamo accontentarci di numeri ancora limitati. Un Paese che non riesce ad includere i giovani è un Paese fermo, che si condanna da solo); poi nel monito lanciato da Papa Francesco: «Il problema del lavoro è grave, per gli alti livelli di disoccupazione giovanile, e perché a volte il lavoro stesso non è dignitoso».

Parole che danno ad Annamaria Furlan spunto per ribadire il messaggio che i tre leader, con Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo, hanno lanciato in piazza dal palco del comizio del Primo Maggio: «Il nostro Presidente del Consiglio Renzi, che oggi ha lanciato la campagna referendaria sulle riforme costituzionali – dice la leader della Cisl – farebbe bene a ricercare la massima coesione sociale sul tema delle politiche economiche e per il lavoro necessarie a far uscire il paese dalla crisi. Non basta elencare i risultati dell’azione di Governo. Noi chiediamo risposte serie e proposte concrete sulla riforma delle pensioni, sulla politica industriale, sul Sud, sul mancato rinnovo dei contratti pubblici e della scuola». E ancora: è necessario ridare centralità al tema del lavoro in tutte le sue forme. Questo è il compito di chi governa.

Da Genova erano già state dure le stoccate al Governo (ma anche a Confindustria, con cui c’è da giocare la partita della riforma della contrattazione). «Da questo palco – ha avvertito Susanna Camusso – diamo appuntamento per le lotte che faremo successivamente: non pensi il Governo che ci rassegniamo; per la paura di veder perdere il lavoro siamo arretrati nei diritti, ora dobbiamo riprendere le nostre bandiere in mano, quelle unitarie». La leader della Cgil è stata la più dura sul premier Matteo Renzi, che poi ha ribattuto: «Se Camusso è stanca di commentare Renzi, Renzi è stanco di commentare Camusso».

I sindacati puntano sempre più a unificare le lotte e a renderle più incisive, ha insistito il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo: «Siamo un sindacato di proposta, ma se non c’è risposta c’è solo la protesta». Così, il giorno dopo la manifestazione, mette sul tappeto l’arma più pungente per un sindacato: lo sciopero generale. «Se non arrivano risposte dal governo – dice – entro l’estate o prima della legge di stabilità ci sarà uno sciopero generale da concordare con gli altri sindacati».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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