Le anticipazioni del Financial Times

Migranti, Ue: 250.000 euro di sanzione per ogni profugo ai paesi che non accettano i ricollocamenti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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dimitris_avramopoulos

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BRUXELLES – I Paesi europei che non vogliono condividere il peso dell’immigrazione, rimanendo fuori dal programma di ricollocamento, pagheranno circa 250.000 euro a migrante. E’ quanto prevede la proposta di riforma del trattato di Dublino che dovrebbe essere presentata domani dalla Commissione europea e che oggi il Financial Times traduce in conti salati per i governi che cercheranno di sottrarsi. Stando a quanto riferito al giornale da quattro fonti al corrente della proposta di revisione, nella bozza della Commissione aggiornata a ieri è previsto un contributo da 250.000 euro per ogni richiedente asilo, che però potrebbe subire modifiche nei successivi negoziati.

L’entità del contributo potrebbe cambiare, ma l’idea è di farlo comunque apparire come una sanzione, ha detto una fonte. Un’altra fonte ha tenuto a precisare che il contributo sarà lo stesso di centinaia di migliaia di euro. Sono stati soprattutto i Paesi dell’Est Europa, come Polonia e Ungheria, a sollecitare misure alternative al sistema delle quote fissato dall’Ue, ma si opporranno a sanzioni tanto esose; se venisse confermato il contributo da 250.000 euro a migrante, la Polonia dovrebbe pagare circa 1,5 miliardo di euro per evitare di accogliere 6.200 profughi da Italia e Grecia.

Il piano di ricollocamento approvato dall’Ue nel 2015 prevede di farsi carico di 160.000 persone oggi presenti in Italia e in Grecia entro settembre 2017. Finora sono stati solo 1.145 i migranti ricollocati da Grecia e Italia, stando all’ultimo aggiornamento di aprile diffuso dalla Commissione Ue, che ha denunciato progressi insoddisfacenti. lo stesso commissario Ue alla Migrazione Dimitris Avramopoulos  afferma che «Di queste solo 565 dall’Italia. Ora che gli arrivi in Italia stanno di nuovo aumentando, il numero di ricollocamenti deve crescere se vogliamo evitare un deterioramento nel Paese. Gli Stati devono capire che se vogliono evitare movimenti secondari irregolari e fuori controllo, il ricollocamento è l’unica soluzione.» E per farlo capire si passerà alle maniere forti.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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