Nel processo d'appello a Firenze

Concordia: le parti civili chiedono l’applicazione del danno punitivo alla Costa Crociere. Sul modello americano

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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Le strutture della Micoperi durante il recupero della Costa Concordia

Costa Concordia

FIRENZE – Parti civili hanno chiesto ai giudici della corte d’appello di Firenze di stabilire risarcimenti secondo l’istituto del danno punitivo basato sul modello statunitense, in particolare a carico della compagnia Costa Crociere spa, responsabile civile. La richiesta è stata fatta stamani nell’ambito del processo sul naufragio della nave Costa Concordia all’isola del Giglio. Nel suo intervento l’avvocato Massimiliano Gabrielli del pool ‘Giustizia per la Concordia’, difensore di molti naufraghi,  ha illustrato ai giudici di appello di Firenze la fondatezza della richiesta da parte degli stessi naufraghi, che hanno fatto appello contro la sentenza di primo grado, “di un maxi-risarcimento, in un meccanismo ad effetto deterrente per imporre alle compagnie di navigazione come Costa Crociere di investire sulla sicurezza, sulla preparazione degli equipaggi e sulla salvaguardia dei passeggeri prima che sulle logiche di risparmio e del guadagno”.

Rispetto alla richiesta di assoluzione in appello proposta dai difensori di Schettino e alla richiesta – opposta – della procura generale di Firenze di una condanna a 27 anni di carcere per l’ex comandante, l’avvocato Gabrielli ha detto invece di avere “aspettative molto fiduciose per la conferma della condanna a 16 anni, già affermata in primo grado a carico dell’imputato, con la possibile novità”, però, nel processo di appello “solo in merito a risarcimenti molto più alti in favore dei passeggeri” e quindi “con la possibile apertura dei giudici fiorentini al danno punitivo anche nel nostro Paese”.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • simone

    |

    la vicenda e la sua soluzione sono molto semplici il giorno 13/01/12 la nave impattò contro delle rocce a causa della rotta errata e a causa della velocità troppo elevata per quella manovra si apri uno squarcio di circa 90 metri seguito da uno stallo dei sistemi di navigazione. TUTTO QUESTO E’ IMPUTABILE SOLAMENTE AL COMANDANTE IN SERVIZIO IN QUEL MOMENTO CHE PER LEGGE NELLE MANOVRE DI AVVICINAMENTO ALLA COSTA DEVE ESSERE PRESENTE SULLA PLANCIA DI COMANDO E IN CASO DI NECESSITA’ E’ TENUTO A PRENDERE IL COMANDO . Dopo l’incidente durante l’abbandono nave più dell’80% dei passeggeri non si sono fatti nemmeno un graffio tra cui IO .

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