Penalizzato chi usa l'auto per ragioni professionali

Abolizione bollo: ci rimette chi percorre più di 20.000 km l’anno. L’analisi della Cgia di Mestre

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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MESTRE – In caso di eliminazione del bollo auto, possibilità anticipata da Renzi nel suo dialogo sui social network con i cittadini, i 6,1 miliardi di euro di mancato gettito dovuti all’abolizione verrebbero interamente compensati con un sensibile aumento delle accise sui carburanti pari a 0,16 euro al litro.

Lo sottolinea la Cgia di Mestre precisando che in linea generale ad avvantaggiarsene sarebbero gli automobilisti che posseggono una vettura di grossa cilindrata e percorrono mediamente pochi chilometri. A rimetterci, invece, sarebbero coloro che, indipendentemente dalla cilindrata, percorrono più di 20.000 chilometri all’anno.

Tenendo conto che l’aumento dell’accisa comporterebbe anche un aumento del gettito Iva, la Cgia ha calcolato il nuovo prezzo alla pompa che un ipotetico automobilista sarebbe costretto a sostenere a seconda dei consumi e del numero di chilometri percorsi. Per un’auto a gasolio di 1.900 cc che attualmente paga 227 euro all’anno di bollo, il proprietario perderebbe il beneficio dell’abolizione solo dopo aver percorso più di 20.000 chilometri. La stessa cosa si verificherebbe per un’auto a benzina di 1.600 cc che ora paga 199 euro di bollo auto. Con la cancellazione di quest’ultimo, il vantaggio economico si esaurirebbe con il raggiungimento dei 20.000 chilometri.

Sebbene i consumi siano più contenuti dei 2 casi precedenti, per un’auto a benzina di piccola cilindrata (1.240 cc) il risparmio terminerebbe con il raggiungimento dei 15.000 chilometri all’anno, questo perché il costo del bollo auto è mediamente inferiore agli esempi analizzati in precedenza.

Questa proposta, segnala la Cgia, rischia comunque di penalizzare chi utilizza l’auto per ragioni professionali, come i taxisti, gli autonoleggiatori, gli agenti di commercio e i piccoli trasportatori. Nonostante l’abolizione del bollo auto, questi operatori economici ci rimetterebbero, visto l’elevato numero di chilometri che percorrono ogni anno. Senza contare che nella stessa situazione si troverebbero tutte quelle attività artigianali che si spostano quotidianamente con i propri mezzi aziendali per eseguire interventi/riparazioni presso la clientela (come gli idraulici, gli elettricisti, i manutentori, etc.).

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Camillo Cipriani

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