Le proteste dei consumatori

Canone Rai: diplomatici e militari stranieri non devono pagarlo. Ma devono presentare domanda di esenzione

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Personale degli uffici consolari, diplomatici stranieri e delle organizzazioni internazionali, militari stranieri in forza alla Nato non dovranno pagare il canone Rai e potranno presentare la domanda di esonero entro il 23 maggio. Questa la novità voluta dall’Agenzia delle Entrate che scatena la rabbia delle associazioni dei consumatori, che parlano di una nuova categoria di privilegiati.

Ecco le nuove categorie esenti:
– gli agenti diplomatici (articolo 34 della Convenzione di Vienna del 1961);
– i funzionari o gli impiegati consolari (articolo 49 della Convenzione di Vienna);
– i funzionari di organizzazioni internazionali (sulla base delle esenzioni decise per la loro sede);
– i militari di cittadinanza non italiana, i civili non italiani e non residenti in Italia in forza alla Nato (articolo 10 della Convenzione di Londra del 1951).

LE MODALITÀ – Queste persone avranno tempo fino al 23 maggio 2016 (quindi una settimana dopo i comuni mortali) per spedire il modulo di esenzione – con la fotocopia di un documento di riconoscimento – al solito indirizzo di Torino: Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 – Sportello abbonamenti tv – Casella postale 22 – 10121 Torino.

UNA NUOVA CATEGORIA DI PRIVILEGIATI – L’associazione Aduc critica l’Agenzia perché approva questo nuovo provvedimento a poche settimane dalla scadenza del 23, termine ultimo per l’invio del modulo dando vita a una nuova categoria di privilegiati. Infine, l’Aduc invita con non poca ironia l’ambasciatore americano in Italia a ricordare l’invio della raccomandata se non vuole trovarsi gli ispettori del Fisco alla porta della sede diplomatica di Via Veneto, a Roma.

In effetti ricordo che, quando, funzionario Ue, risiedevo a Bruxelles e avevo le guarentigie dello status di diplomatico, ero però costretto a pagare il canone per la tv belga: unica amara soddisfazione, i canali nel Belgio erano anche allora doppi, in francese e in neerlandese (fiammingo), e si captavano anche le emissioni televisive del Lussemburgo, Francia, Germania, Olanda e Regno Unito. Un’offerta decisamente più ampia e migliore della Rai i cui tre canali principali, con il nuovo digitale terrestre, per lunghi periodi non sono visibili anche in alcune zone di Firenze. Forse Renzi dovrebbe impegnarsi per imporre alla Tv pubblica di migliorare il servizio, oltre a fornirgli, per legge, un ingegnoso mezzo per accrescere i proventi derivanti dall’odiato canone.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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