La nota mensile dell'Istituto

Economia: rischi di un rallentamento dell’attività nel breve periodo, lo segnala l’Istat

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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ISTAT

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L’Istat, nell’ultima nota mensile sull’economia del belpaese, traccia un quadro a tinte chiaroscuro, non male nel presente ma con prospettive non positive. Afferma infatti il nostro Istituto di statistica a tal proposito: «In un contesto europeo caratterizzato da una crescita significativa del Pil, l’economia italiana presenta segnali positivi», ma «l’evoluzione del clima di fiducia rimane incerta e l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana» che «ha subito una battuta d’arresto a febbraio» segnala «rischi di un rallentamento dell’attività economica nel breve periodo». I segnali positivi, spiega l’Istat, sono «associati al miglioramento della produzione industriale, al consolidamento dell’occupazione permanente, alla riduzione della disoccupazione e alla crescita del potere di acquisto delle famiglie».

IMPRESE – Nei primi mesi dell’anno, però «la dinamica dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane si mantiene altalenante. In aprile si è registrato un sensibile miglioramento della fiducia nei servizi di mercato e nelle costruzioni cui si è accompagnato un aumento moderato nella manifattura; per contro il commercio al dettaglio ha segnato un ulteriore peggioramento dopo la flessione in marzo».

INDICATORE COMPOSITO – E «a febbraio l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato una battuta d’arresto, suggerendo un rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine». Anche «la dinamica dei prezzi per i prossimi mesi si prefigura estremamente debole,in linea con le attese di ribassi dei listini industriali».

CONGIUNTURA – Guardando all’evoluzione della congiuntura, l’Istituto di statistica evidenzia che «l’indice della produzione industriale, al netto del settore delle costruzioni, ha mostrato un andamento mensile altalenante segnando un marcato aumento in gennaio (+1,7% rispetto al livello di fine 2015), seguito da un calo in febbraio (-0,6%). Nella media del trimestre dicembre-febbraio l’indice ha registrato un aumento rispetto al trimestre precedente (+0,3%)».

CONSUMATORI – Quanto ai consumatori in aprile la fiducia «ha registrato una lieve diminuzione, sintesi del miglioramento nella percezione della situazione attuale e prospettica delle singole famiglie e del peggioramento dei giudizi sul contesto economico generale».

INFLAZIONE – Sul fronte dell’inflazione, infine, «in aprile il sistema dei prezzi è stato caratterizzato da una accentuazione delle spinte deflative» e «per i prossimi mesi la dinamica dei prezzi si prefigura estremamente debole, in linea con le attese di ribassi dei listini industriali».

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Camillo Cipriani

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