Quest'anno anticipato il «Tax free day»

Tasse: nel 2016 per pagarle le imprese lavoreranno «soltanto» fino al 9 agosto, undici giorni in meno dell’anno scorso

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

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Nel futuro delle Pmi ci sono i minibond

ROMA – Per il 2016, versante pagamento tasse riferite al 2015, agli italiani che fanno impresa andrà bene. Per saldare i loro debiti con il Fisco dovranno lavorare fino al 9 agosto e non più fino al 20 dello stesso mese come è accaduto in precedenza. Insomma undici giorni di libertà in più e di denaro che resterà nelle casse aziendali. La buona notizia arriva dall’Osservatorio della Cna sulla tassazione della piccola impresa che ha misurato l’arretramento del «Tax free day», vale a dire il giorno in cui l’imprenditore non lavora più per pagare le tasse ma per la propria impresa e la famiglia.

Attenzione però ai facili entusiasmi. Il 2015 è stato eccezionale dal punto di vista fiscale con un’inversione di tendenza nel peso fiscale complessivo (Total tax rate) sceso al 60,9 per cento e cioè sceso del 3,6% rispetto al picco toccato del 2012 (64,5%).

Nel 2016 però la musica cambia, la discesa della pressione dell’erario si arresta. E l’associazione degli artigiani guidata da Daniele Vaccarino ha previsto la ripartenza già a partire dal prossimo anno (+0,1%) del Total Tax Ratio destinato a salire al 61% complessivo. Una stima che il viceministro dell’Economia Luigi Casero ha smentito: «Le tasse sono diminuite nel 2015 e diminuiranno nel 2016 perché sulle clausole di salvaguardia siamo intenzionati a intervenire». Non solo. Per Casero le aziende risparmieranno anche dalle semplificazioni per gli adempimenti fiscali che il governo presenterà entro il prossimo mese. Insieme a una una riforma degli studi di settore da delineare «entro l’estate» e da inserire nella legge di Stabilità.

Da un lato la cruda realtà accertata dalle valutazioni della Confederazione nazionale degli artigiani, dall’altro le promesse, per ora soltanto sulla carta, del Governo. A chi credere? mi fido di più dell’esperienza e del buon senso delle nostre categorie economiche. Di proclami di Renzi e dei suoi ne abbiamo già avuto abbastanza.

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Camillo Cipriani

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