Lo prevede una circolare del Ministero dell'interno

Omicidio stradale: anche enti locali e gestori delle strade possono essere incriminati se la scarsa manutenzione provoca incidenti mortali

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia

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ROMA – Enti locali e gestori delle strade risponderanno da oggi del reato di omicidio stradale. Lo prevede una circolare del Ministero dell’Interno inviata a Prefetture, Questure, Carabinieri, Polizia e Finanza, che chiarisce l’applicazione del nuovo reato introdotto di recente nel nostro ordinamento. Lo sottolinea in una nota il Codacons. Si tratta, viene evidenziato, di una vera e propria rivoluzione che finalmente riconosce le responsabilità degli enti locali e delle società stradali in tutti quei casi in cui il pessimo stato dell’asfalto determina incidenti e provoca morti. La circolare del ministero relativa all’omicidio stradale stabilisce infatti che Il reato ricorre in tutti i casi di omicidio che si sono consumati sulle strade anche se il responsabile non è un conducente di veicolo. Infatti, le norme del Codice della strada disciplinano anche comportamenti posti a tutela della sicurezza stradale relativi alla manutenzione e costruzione delle strade e dei veicoli.

La circolare, aggiunge il Codacons, fa espresso riferimento all’art. 14 del Codice della strada secondo cui gli enti proprietari, allo scopo di garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione, gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo, nonché delle attrezzature, impianti e servizi b) al controllo tecnico della efficienza delle strade e relative pertinenze c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta.

Questo significa – afferma il presidente dell’associazione Carlo Rienzi – che se un automobilista o un motociclista muore a seguito di un incidente provocato da una buca sull’asfalto o dalla cattiva manutenzione della strada, il gestore della stessa strada risponderà da oggi del reato di omicidio stradale.  Sindaci, imprese e gli stessi ingegneri responsabili dei lavori di manutenzione stradale rischiano quindi di finire in carcere se non garantiranno un adeguato livello di sicurezza delle strade. Una misura che il Codacons – conclude Rienzi – invoca da tempo e che finalmente diventa realtà.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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