Deludente finale di stagione al Franchi

Fiorentina sconcertante: 0-0 con il Palermo. Quinto posto blindato ma c’è il coro: bisogna spendere. Omaggio a Pasqual. Pagelle

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Sport

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Kalinic: ha preso un palo, ma è rimasto a secco

Kalinic: ha preso un palo, ma è rimasto a secco

FIRENZE – Per vincere bisogna spendere, urla la Fiesole. E aggiunge: meritiamo di più. I Della Valle sono l’oggetto della garbata contestazione. La conferma di Paulo Sousa non basta per sopire lo scontento, dopo un girone d’andata scoppiettante e promettentissimo. Lo zero a zero accontenta il Palermo, che vede uno spiraglio di salvezza. Ma lascia una Fiorentina ancora a bocca asciutta. Che blinda il quinto posto e si qualifica per l’Europa League (con il rischio dei preliminari, se il Milan vincesse la Coppa Italia il 27 maggio), però dopo aver offerto ancora una volta un ben misero spettacolo. No, cari Della Valle e no, caro Paulo Sousa: Firenze non può accontentarsi di vivacchiare. La Fiorentina, per questa città, è un amore, non un affetto. La qualificazione per l’Europa non consola. La squadra ha disputato un girone di ritorno scadente, addirittura penoso. E dalla partita di Roma (4-1…) tutti sembrano essere andati mentalmente in vacanza anticipata. La partita con il Palermo, cominciata ricordando il grande scudetto del ’56, va in archivio come tante altre. Pareggiuccio. Striminzito e grigio. Un palo di Kalinic. Forse un rigore non concesso sempre su di lui. Stop. Palermo attento, con il coltello fra i denti. Inutile e sterile il gran possesso palla. Bisogna buttarla dentro. Si criticava Montella per i passaggini laterali, ma Sousa ha battuto il predecessore. Ora tocca ai Della Valle muoversi nel modo giusto: riorganizzando la squadra e investendo sul mercato. Lo faranno? La permanenza di Sousa lo farebbe sperare. La realtà la vedremo. Domenica congedo a Roma, contro la Lazio. Prova d’orgoglio? Ci credo poco. Spero di essere smentito.

Bernardeschi in azione

Bernardeschi in azione

I CAMPIONI DEL ’56 – Prima del fischio d’inizio la memoria torna indietro: maggio del 1956, Fiorentina campione d’Italia per la prima volta. Tre grandi reduci di quel trionfo ospiti d’onore in tribuna: Giuliano Sarti, il portiere, Ardico Magnini, il terzino destro, Alberto Orzan, lo stopper. E sguardo al cielo per ricordare anche quelli che non sono più in questo mondo: a cominciare da Beppe Chiappella, Miguel Montuori, Julio Botelho detto Julinho, Guido Gratton, Armando Segato, Sergio Cervato. Enorme bandiera bianca con gilio di Firenze rosso nel mezzo, esposto dalla Fiesole. Eppoi i nomi di quei favolosi giocatori. La formazione tipo era: Sarti, Magnini, Cervato, Chiappella, Rosetta, Segato, Julinho, Montuori, Virgili, Gratton, Prini. La Fiesole canta: “Torneremo grandi ancor, torneremo fra i campioni, come nel ’56…”. Quindi repentino ritorno al presente. C’è il Palermo, con qualche centinaio di tifosi a torso nudo nel formaggino della Ferrovia. Urlano e sperano. Vogliono evitare la B. Ma la Fiorentina deve vincere. Paulo Sousa, sorridente e felice di restare sulla panchina viola anche nella prossima stagione, rende omaggio a Pasqual, che potrà andar via dopo undici anni d’impeccabile militanza. Pasqual titolare dal primo minuto e fascia di capitano al braccio. E anche premiato ufficialmente dalla società, a fine partita. Sono contento: lo avevo auspicato dai microfoni di Italia7 e di lady Radio. La Fiorentina, almeno stavolta, ha mostrato sensibilità. E mi piace anche la scelta di far giocare davanti, tutti e tre insieme, Ilicic, Kalinic e Zarate. Fiorentina subito all’attacco. Bernardeschi (9’) può penetrare in area, ma scivola. Era solo. Il Palermo cerca di farsi vivo con lanci lunghi, a cercare Gilardino, sempre in agguato.

MALATTIA – Al 19’ altra occasione: Bernardeschi, da destra, mette un pallone davanti alla porta dove Kalinic arriva in scivolata, ma troppo piano. Ne viene fuori un goffo passaggio al portiere da meno di due metri. Quindi (22’) tocca a Zarate battere a rete. Pallone a lato. Il centrocampo sembra funzionare. Badelj e Borja intercettano e suggeriscono. Maresca, vecchio combattente delle file palermitane, appare in affanno. Così come Morganella e il gigantesco, falloso Hiljemark, capace di franare ripetutamente addosso a Badelj senza che l’arbitro si degni di fischiare. Lo stesso dicasi per Vazquez, che brutalizza Bernardeschi. Ma la difesa rosanero presidia l’area con efficacia, badando a chiudere ogni varco. E ci si avvia, senza troppi sussulti, alla fine di un primo tempo gradevole solo a tratti. La difficoltà dei viola di andare in gol è, ancora una volta, conclamata: come una malattia. E in avvio di ripresa sembra peggio: il Palermo s’avvicina pericolosamente alla porta viola. Anche con una girata al volo di Gilardino. Che finisce fuori.

PASQUAL – Esce Ilicic (11’) fra qualche applauso. Entra Mati Fernandez. Prodezza di Zarate (13’) che riesce a metterla sui piedi di Kalinic. Bravo a voltarsi e a tirare: palo! Non è possibile, non è possibile… Quindi la sostituzione di Pasqual, che lascia il campo fra applausi e cori (“Che cross che fa Manuel Pasqual” e “Un capitano c’è solo un capitano”). Lui è commosso, piange. Capirete: dopo 11 anni in viola. Domenica non giocherà: era diffidato ed è stato ammonito. Sarà squalificato. Grazie grande Manuel, vorremmo tanti giocatori come te. In campo Alonso. Zarate atterrato a tre quarti. Punizione: il tiro di Mati sfiora il palo destro. Ci prova Alonso: Sorrentino para. La curva Fiesole si spazientisce. E intona: “Che s’ha a provare a fare un gol…”. Arriva un bel pallone ad Alonso, solo davanti a Sorre ntino, ma è difficile da controllare. Punta del piede e fuori. Il cronometro corre. Il Palermo intensifica gli sforzi: il Carpi perde in casa con la Lazio. Un punto può andar bene ai siciliani. Kalinic viene tirato giù in area: il rigore ci starebbe. No, avanti. Esce Badelj ed entra Vecino. Finisce zero a zero. I tifosi fischiano. Prometteva molto, questo campionato. Termina in mezzo a polemiche, malumori. La permanenza di Paulo Sousa non basta per far dimenticare l’inerzia dei Della Valle nel mercato di gennaio. “Per vincere bisogna spendere”, cantano i tifosi. Cori e fischi si fermano solo nel momento in cui viene festeggiato Manuel Pasqual. A Firenze dal 2005. Si complimentano anche i giocatori del Palermo. Lascerà Firenze. Grazie capitano, per quello che hai fatto e per l’esempio che hai dato. Anche nelle corsie dell’ospedalino Meyer.

Fiorentina - Palermo

Fiorentina (4-3-2-1) Palermo (3-4-1--2) 
Tatarusanu6Sorrentino6
Roncaglia6Cionek6
Gonzalo Rodriguez6Gonzalez6
Astori6Andelkovic5,5
Pasqual (nel st dal 16 Alonso, 5,5)6,5Rispoli5,5
Borja Valero6Hiljemark (nel st dal 29' Jajalo, 5,5)5,5
Badelj (nel st dal 41' Vecino, sv)5,5Maresca6
Bernardeschi6Morganella6
Zarate6Vazquez (nel st dal 42' Chochev, sv)6
Kalinic5,5Gilardino6
Ilicic (nel st dall'11' Mati Fernandez, 5,5)6Trajkovski (nel st dal 16' Quaison, 6)5,5
All. : Paulo Sousa5,5All. : Davide Ballardini6
ArbitroOrsato di Schio6
Marcatori
NoteAmmoniti: Gonzalez, Pasqual, Trajkovski, Morganella, Zarate, Cionek, Borja ValeroSpettatori: 28.096 (di cui 20.775 abbonati) per un incasso totale di 437.644 euro
Sandro Bennucci

Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
sandro.bennucci@firenzepost.it

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