Ai magistrati: facciano le interviste che vogliono, io ho da lavorare

Renzi: Carlo Calenda nuovo ministro per lo sviluppo. Poi torna sulle polemiche in tema di giustizia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

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Foto Mattia Gravili/LaPresse17-11-2013 Milano, ItaliaspettacoloTrasmissione "CHE TEMPO CHE FA" Nella foto: Matteo Renzi, Fabio FazioPhoto Mattia Gravili/LaPresse17-11-2013 Milan, ItalyEntertainmentTv show "CHE TEMPO CHE FA" In the pic: Matteo Renzi, Fabio Fazio

MILANO – E’ Carlo Calenda il nuovo ministro dello Sviluppo Economico. A sorpresa, a un mese dalle dimissioni di Federica Guidi, arriva l’annuncio di Matteo Renzi. Il premier parla in tv, a Che tempo che fa, prima di partecipare a Milano a un incontro elettorale per il candidato sindaco Beppe Sala. E torna a misurarsi con il fronte caldo della giustizia. «La questione morale nel Pd esiste. Chi la nega, nega la realtà, ribadisce. E aggiunge, da cittadino onesto, di non aver paura della magistratura e di non avere alcuna intenzione di gridare al complotto. Magistrati come il membro del Csm Piergiorgio Morosini fanno polemica contro di me? Affari loro, commenta tranchant. C’è il Csm: valuterà se è giusto».

Il presidente del Consiglio, dopo aver comunicato la sua decisione al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, scioglie il nodo del sostituto di Federica Guidi allo Sviluppo economico. Il nuovo ministro è Carlo Calenda. Giurerà in settimana al Quirinale, annuncia. Un nome fuori da ogni pronostico, anche perché solo da qualche mese (non senza polemiche dei diplomatici) Renzi aveva inviato l’allora viceministro allo Sviluppo a Bruxelles, a guidare la delegazione italiana. «Gli ho chiesto di tornare, spiega: Si tratta di una persona che già governava la macchina e conosce già i dossier sul tavolo». Insomma, rivendica, una scelta di esperienza.

Renzi ricorda che in settimana si chiuderà un’altra partita importante per il governo: entro il 12 maggio, con voto di fiducia, ci sarà il via libera alle unioni civili. Ma intanto non si spengono le polemiche sul fronte giustizia. Il leader del Pd ammette che la questione riguarda anche il suo partito: «Abbiamo 50 mila amministratori e in troppi casi le cose non girano. Con una macchina così complessa possiamo fare più e meglio ma abbiamo fatto passi avanti», dice citando ad esempio positivo il sindaco di Ercolano Ciro Bonajuto (“Gli animali della camorra lo minacciano una volta alla settimana”).

Ma sul sindaco di Lodi, arrestato la scorsa settimana, così come sugli altri amministratori indagati, ribadisce un principio garantista: Bisogna aspettare le sentenze. E, senza citarli, rivolge una frecciata velenosa ai Cinque stelle che difendono il sindaco di Livorno indagato: «Certi garantisti a giorni alterni, che fanno l’onestà differenziata dei principi di giustizia, mentre passano il tempo a farti le pulci. Il governo, osserva, ha fatto grandi investimenti contro la corruzione, mentre Luigi Di Maio la legge sulla prescrizione alla Camera non l’ha votata» (ma il Pd è sempre disponibile al dialogo, aggiunge).

Infine, il passaggio più delicato. «Non ci metto il naso – assicura – nelle discussioni interne alla magistratura, anche se alcuni vorrebbero trascinarmi nello scontro tra politica e giudici di venti anni fa, in discussioni sterili. Cari giudici fate il vostro lavoro – aggiunge – io faccio il mio. Il resto è parapiglia politico di basso livello: facciano le interviste che vogliono, io ho da lavorare», dice a muso duro. E aggiunge: «Non ci sono complotti, non temo che i giudici possano svolgere un ruolo ulteriore rispetto a quello che gli è assegnato. Viva i magistrati, fate i processi perché non è vero che la prescrizione vi blocca, in alcuni casi non insiste».

Nell’intervista Renzi ribadisce anche che se perderà il referendum costituzionale non solo il governo cadrà ma lui smetterà con la politica (ma vincerà il sì, assicura). Sui migranti Merkel ha detto no agli eurobond ma si è detta disponibile a discutere di una forma finanziamento alla cooperazione. Il muro del Brennero, afferma, è squallida propaganda ma non si farà perché è contro la storia. E il Sud: “Abbiamo cambiato passo e di questo ho convinto Tim Cook di Apple ma non Roberto Saviano”. Infine, un annuncio sulla cultura: il governo assegnerà 150 milioni a progetti proposti dai cittadini per restaurare i luoghi “dimenticati”, all’indirizzo bellezza@governo.it. Li selezionerà “una commissione indipendente”, i soldi arriveranno il 10 agosto.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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