Il video-messaggio di ringraziamento del Real Madrid

Signa: dedicato a Ferenc Puskas il nuovo stadio. Il campione si rifugiò in Toscana dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria, nel ’56

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Sport

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Ferenc Puskas, capitano della Honved e della nazionale ungherese e stella del Real Madrid

Ferenc Puskas, capitano della Honved e della nazionale ungherese e stella del Real Madrid

FIRENZE – Un evento. E un bel pezzo di storia di calcio, fortemente intrecciata a quella della politica,  da ricordare. Nei mesi tra il 1957 e il 1958 un pezzo di storia del grande calcio si fermò a Signa: era l’attaccante Ferenc Puskas, trascinatore della più forte nazionale di Ungheria mai esistita e dello strepitoso Real Madrid che, anche allora, schierava geni stellari  come Gento e Di Stefano. Domani, sabato 14 maggio, la società sportiva Signa Calcio (fondata nel 1914) inaugura un nuovo campo sportivo che sarà intitolato proprio a Puskas per ricordare il 23 gennaio 1958 quando l’asso ungherese giocò una partita amichevole con la maglia locale (Signa-Fracor Empoli 3-0, ma lui comunque non segnò).

Per ringraziare di questo ricordo, Emilio Butragueno, ‘el Buitre’, direttore generale del Real Madrid ha prima telefonato alla dirigenza della società dilettantistica, poi ha inviato un video-messaggio, che sarà letto domani.  «Quando il futuro gli apparì incerto – ha detto Butragueno nel video -, Ferenc Puskas trovò Signa e la famiglia Bonardi che in un suo momento difficile lo accolsero con l’affetto tipico
degli italiani e in particolar modo dei toscani. Poi si aggregò al Real Madrid, dove riscoprì il mondo del calcio e contribuì alla grande storia della nostra società».

In quel periodo Puskas, come parecchi nazionali di Ungheria e suoi compagni della Honved Budapest, la squadra dell’esercito ungherese che all’epoca stravinceva in Europa, era sotto squalifica internazionale. Per due anni non avrebbe potuto calcare i campi
di calcio e nessuna squadra doveva ingaggiarlo, a pena di sanzioni disciplinari. «Il motivo della squalifica? – ricorda Beppe Bonardi, imprenditore e sportivo, presidente onorario della SS Signa Calcio 1914 -. Dopo i fatti del 1956, con l’invasione sovietica dell’Ungheria, Puskas non rimpatriò coi compagni della Honved, inoltre fu perfino accusato di diserzione essendo, per meriti sportivi, colonnello dell’esercito magiaro. Quindi in patria rischiava l’arresto, mentre la federazione internazionale stabilì la sanzione pesante. Un periodo non facile per lui».

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Ernesto Giusti

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