La videro salire sull'auto di Mattia

Firenze, ammazzata in auto dall’ex marito: i genitori di Michela Noli in procura. Disposta l’autopsia

di Redazione - - Cronaca, Primo piano

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Michela Noli e Mattia Di Teodoro il giorno del loro matrimonio

Michela Noli e Mattia Di Teodoro il giorno del loro matrimonio

FIRENZE – Potrebbe essere stata la disperazione, ma forse ancor più la voglia di capire se potevano intuire cosa stesse per succedere e impedire alla figlia di scendere in strada dall’ex marito, a soingere i genitori di Michela Noli a recarsi alla procura di Firenze. Domenica sera videro la loro unica figlia salire sull’auto di Mattia Di Teodoro, che poco dopo avrebbe inferto oltre 20 coltellate sul corpo dell’ex moglie,  vittima della gelosia dell’uomo che poi si è suicidato. Michela prima di uscire aveva rassicurato i genitori: «Scendo 5 minuti, non prendo neppure il cellulare», spiegando che andava a prendere delle cose che Mattia le aveva portato. E loro, che pure l’hanno vista dalla finestra, non si sono allarmati quando l’auto si è messa in moto. Eppure, forse, la giovane donna qualche avvisaglia di pericolo l’aveva avuta.

Pochi giorni fa, dopo i numerosi messaggi e le chiamate insistenti di Mattia, sembra che Michela avesse confessato ad alcune colleghe di aver  paura, che stava pensando di denunciare l’ex marito per stalking. Un proposito che non aveva ancora realizzato. Stamani la mamma di Michela, ha chiesto di poter assistere all’autopsia. «Meglio di no, sarebbe una sofferenza inutile», ha risposto il  medico legale, Martina Focardi, che tra oggi e domani effettuerà le due autopsie, come disposto dal pm Vincenzo Ferrigno, titolare dell’inchiesta. Quest’ultimo ha chiesto altri accertamenti alla squadra mobile e, in particolare, un controllo sull’auto di Michela dove, secondo quanto scritto nella ultima lettera di Mattia Di Teodoro, l’ex marito aveva piazzato un gps per poterla seguire, per scoprire con chi si vedeva. Domenica mattina si è presentato sotto casa del collega della donna. Sapeva che lei era in quell’appartamento, l’aveva seguita forse
proprio grazie a quel dispositivo, e l’ha chiamata al cellulare. A scendere, secondo quanto spiegato, sarebbe stato solo l’uomo che avrebbe tranquillizzato Di Teodoro che poi se ne era andato senza problemi.  Resta l’incognita dei messaggi inviati a un amico nei quali
annunciava di voler uccidere l’ormai ex moglie e di volersi subito dopo togliere la vita. Gli psicologi, spiega uno degli investigatori, ci diranno che forse voleva essere fermato, ma nessuno poteva immaginare un epilogo simile.

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