Il nostro paese sotto accusa in Europa

Strasburgo: la Corte europea per i diritti umani processa l’Italia per i casi Ilva di Taranto e Amanda Knox

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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STRASBURGO – La Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo ha iniziato quasi contemporaneamente due procedimenti contro il Governo italiano per due casi distinti e molto diversi tra loro. Il primo per non aver tutelato la salute di numerosi abitanti di Taranto permettendo la prosecuzione dell’attività dell’Ilva; il secondo per i maltrattamenti e le ingiustizie perpetrate ai danni di Amanda Knox, prima accusata, poi condannata, incarcerata e infine assolta per l’omicidio Meredith Kercher.

CASO ILVA – La Corte ha  avviato il procedimento contro il governo, accogliendo l’accusa di 182 cittadini di Taranto che ritengono l’esecutivo responsabile di non aver operato per garantire la salute pubblica consentendo all’Ilva di continuare a lavorare ed emettere sostanze ritenute inquinanti e nocive per la salute. La comunicazione, del 27 aprile e resa nota oggi, invita l’Italia a predisporre la difesa. L’organismo di Strasburgo ha accolto e accorpato le due diverse denunce presentate rispettivamente il 29 luglio 2013 e il 21 ottobre 2015, di cui sono primi firmatari Francesco Cordella e Lina Ambrogi Melle, quest’ultima attualmente consigliera comunale a Taranto per il gruppo Ecologisti per Bonelli. La prima denuncia contro il governo e’ firmata da 52 cittadini di Taranto, la seconda da altri 130 cittadini, per un totale di 182 persone.

AMANDA KNOX – La Corte ha inoltre accolto in via preliminare il ricorso contro l’Italia presentato da Amanda Knox, la ragazza prosciolta in Cassazione dall’accusa di aver partecipato all’uccisione di Meredith Kercher. La giovane sostiene di aver subito un processo iniquo e di essere stata maltrattata durante l’interrogatorio. La Corte di Strasburgo ha ritenuto valido il dossier presentato dai legali della Knox ed ha comunicato il ricorso al governo italiano affinché possa difendersi.

 

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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