Durissimo intervento del Presidente dei vescovi italiani

Unioni civili, il cardinale Bagnasco, Presidente della CEI, attacca: sono un matrimonio mascherato

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano

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ROMA – Le unioni civili che sarebbero null’altro che un matrimonio mascherato, un calo demografico sempre più preoccupante e la mancanza di una politica fiscale a favore delle famiglie: sono questi i punti dolenti della politica italiana sottolineati dall’arcivescovo di Genova e presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco.

CEI – All’assemblea dei vescovi in corso in Vaticano il cardinale spara ad alzo zero contro la politica. E se «la legge sulle unioni civili sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia e le differenze sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del colpo finale, così già si dice pubblicamente, compresa anche la pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà», la critica, dura, arriva anche sulla fretta che il Parlamento ha avuto per mettere l’Italia alla pari degli altri paesi europei e occidentali sulle convivenze.

LAVORO, POVERTÀ – Secondo Bagnasco: «Il lavoro che manca, la povertà, le dipendenze come quelle legate al gioco d’azzardo sono i problemi del Paese rispetto ai quali la gente vuole vedere il Parlamento impegnato senza distrazioni di energie e di tempo, perché questi sono i problemi veri del Paese, cioè del popolo. Per questo non si comprende come così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che rispondono non tanto a esigenze, già per altro previste dall’ordinamento giuridico, ma a schemi ideologici».

NASCITE – L’arcivescovo di Genova ha poi parlato della demografia, del calo delle nascite, ulteriore fronte di preoccupazione per i vescovi: «Finalmente, dopo anni che lo richiamiamo, oggi perlomeno si parla di inverno demografico. La demografia è un indicatore decisivo dello stato di salute di un Paese. Che cosa sta facendo lo Stato perché si possa invertire la tendenza? Si avverte l’urgenza di una manovra fiscale coraggiosa, che dia finalmente equità alle famiglie con figli a carico. Gli esperti dicono che la messa in atto del cosiddetto `fattore famiglia´ sarebbe già un passo concreto e significativo».

CORRUZIONE – Poi una stoccata su povertà e corruzione: «La povertà assoluta investe 1,5 milioni di famiglie, per un totale di 4 milioni di persone, il 6,8% della popolazione italiana! Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio di ieri, la porzione della ricchezza cresce e si concentra sempre più nelle mani di pochi, purtroppo a volte anche attraverso la via della corruzione personale o di gruppo».

LAVORO e GIOVANI – Bagnasco evidenzia anche che il lavoro è ancora un problema in Italia con tassi di disoccupazione tra i peggiori in Europa: «Dall’inizio della crisi – ha rilevato il Cardinale di Genova – l’occupazione è caduta del 4,8%, una delle contrazioni più rilevanti in Europa. I dati ricorrenti dicono che la fascia tra i 15 e i 24 anni in cerca di lavoro è prossima al 40% contro il 22% della media europea: in termini percentuali siamo i peggiori, subito prima della Bulgaria. Forte preoccupazione la esprimiamo anche per gli adulti che, una volta perso il lavoro, si trovano nella difficoltà a rientrarvi con grave danno per le proprie famiglie oltre che per la propria dignità. Il peso della vita quotidiana, alla ricerca dei beni essenziali, diventa sempre più insostenibile, compreso il bene primario della casa».

Un altolà severo e significativo al Governo Renzi, che da parte sua sta cercando con estrema difficoltà di recuperare il consenso del mondo cattolici, precipitato dopo le ultime aperture alle unioni civili.  Ma non sarà facile, ed è indubbia la preoccupazione del premier in vista del referendum costituzionale. Anche per questo, probabilmente, il Governo e Alfano hanno fatto una precipitosa marcia indietro in merito all’estensione del voto nella giornata di lunedì alle prossime amministrative e al referendum, nel timore che il raddoppio delle giornate di voto potesse favorire soprattutto l’afflusso dei moderati e non quello delle truppe cammellate della maggioranza.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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