Ribadito un principio a favore degli automobilisti

Autovelox: la cassazione ribadisce, multe annullate se gli apparecchi non sono regolarmente tarati

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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autovelox

ROMA – D’ora in poi gli automobilisti avranno maggiori possibilità di vedersi annullare multe ricevute per eccesso di velocità riscontrato con autovelox: una mancata e periodica taratura dello strumento di rilevazione è infatti causa di possibile impugnazione della multa e relativo annullamento.

CASSAZIONE – A ribadirlo è stata la Corte di Cassazione, che s’era già espressa più volte sul tema e con la recente sentenza 9645/2016, pubblicata l’11 maggio, ha nuovamente richiamato le amministrazioni pubbliche che non si sono ancora adeguate alle norme e sentenze in merito. Nello specifico, la Seconda Sezione Civile ha chiarito nuovamente che autovelox e apparecchi simili devono essere sottoposti ad una verifica periodica della taratura: in mancanza di tale verifica e periodicità, le multe comminate con i relativi dispositivi non sono valide. Le stesse tarature devono poi essere documentabili qualora un automobilista facesse ricorso contro una multa ricevuta per rilevazione di uno specifico autovelox.

CONSULTA – I giudici della suprema Corte hanno richiamato la sentenza della Corte Costituzionale (la n. 113/2015) che ha statuito: «…l’art. 45, comma 6, del d.lgs. n. 285 del 1992 – come interpretato dalla consolidata giurisprudenza della Corte di cassazione – deve essere dichiarato incostituzionale in riferimento all’art. 3 Cost., nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e di taratura.»

DISPOSITIVO – Nel dispositivo della sentenza il Presidente Petitti e il Relatore Oricchio hanno criticato la «palese irragionevolezza di un sistema e di una Amministrazione, che finirebbe per concretizzare, in pratica, un incredibile risultato: quello per cui una qualunque bilancia di un mercato rionale è soggetta a periodica verifica della taratura, nel mentre non lo è una complessa apparecchiatura, come quella per la verifica della velocità, che svolge un accertamento irripetibile e fonte di gravi conseguenze per il cittadino proprietario e/o conducente di veicolo».

CONTROLLI E TARATURE – Così la Cassazione ha deciso di accogliere il ricorso di un automobilista e cancellare la sanzione a suo carico, sottolineando che «deve ritenersi affermato il principio che tutte le apparecchiature di misurazione della velocità (che è elemento valutabile e misurabile) devono essere periodicamente tarate e verificate nel loro corretto funzionamento, che non può essere dimostrato o attestato con altri mezzi quali le certificazioni di omologazione e conformità». In sostanza, quando si riceve una multa su ‘segnalazione’ di autovelox, si può fare ricorso chiedendo che il Comune dimostri la periodica e avvenuta taratura dello specifico rilevatore di velocità: qualora la taratura non si dimostrasse periodica e regolare o, addirittura, l’amministrazione non fosse in grado di documentarla, l’automobilista vedrà la sua multa annullata.

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Camillo Cipriani

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