Le tre pellicole nostrane ignorate dalle giurie

Cannes: Palma d’oro al regista britannico Ken Loach per «I, Daniel Blake». Nessun riconoscimento all’Italia

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Economia

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CANNES – La Palma d’oro del Festival di Cannes è stata assegnata al regista britannico Ken Loach per «I, Daniel Blake», film che segue il percorso kafkiano di un disoccupato costretto a chiedere assistenza sociale. Sei volte premiato a Cannes, dove aveva ricevuto la Palma d’oro nel 2006, Ken Loach, 79 anni, racconta in questo film la storia di un carpentiere che si batte per ottenere aiuti sociali.

Cannes amara per gli italiani. Nessun riconoscimento ai film nostrani presenti quest’anno al Festival. La giuria della sezione “Un Certain Regard” ha premiato il finlandese “The happiest day in the life of Olly Mäki” preferito a “Pericle Il Nero” con Riccardo Scamarcio. E anche dalla Quinzaine des Réalisateurs non arriva alcun premio alle tre pellicole nostrane “Fai bei sogni” di Marco Bellocchio, “La pazza gioia” di Paolo Virzì e “Fiore” di Claudio Giovannesi, nonostante il grande apprezzamento da parte di pubblico e critica. I partner della sezione parallela e non competitiva hanno preferito, tra gli altri, “Wolf and Sheep” dell’afgana Shahrbanoo Sadat, “L’Effet aquatique” dell’islandese Sólveig Anspach e “Mercenaire” di Sacha Wolff.

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