Dal nostro Paese e dall'Europa promesse ma nessun appoggio reale

Migranti: la Libia Chiede aiuto all’Italia e alla Ue ma critica la mancanza di interventi concreti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

Stampa Stampa

salvataggio-migranti-gommone-535x300

TRIPOLI – La Libia, per fermare i flussi di migranti diretti in Europa, chiede aiuto all’Italia e alla Ue.  Il portavoce della Marina libica, il colonnello Ayoub Qasem, sottolinea:  «Dall’Italia – sottolinea il portavoce – avevano ricevuto otto imbarcazioni, quattro delle quali sono andate fuori uso durante la rivoluzione di febbraio 2011, mentre altre quattro sono in Italia per manutenzione e sarebbero dovute tornare nel 2014, ma la situazione di sicurezza a Tripoli lo ha impedito e a tutt’oggi, anche se vi è stabilità nella regione occidentale, non sono ancora arrivate, benché noi ne abbiamo estremo bisogno visto che oggi lavoriamo con imbarcazioni molto piccole non adatte a fermare i flussi o a salvare migranti in mare».

Qasem lancia poi un appello all’Italia, affinché «comprenda che noi agiamo nell’interesse dei due Paesi e che non chiediamo l’elemosina, ma quel che ci spetta, in particolare le quattro imbarcazioni. Italia e Libia – continua – sono due Paesi di confine sulla mappa dei flussi migratori e per questo l’Italia non deve considerare la questione isolatamente dalla Libia, ma ci deve essere una vera collaborazione.»

Quanto all’Ue, «prima attendeva un governo di consenso per offrire sostegno, oggi aspetta la stabilità del governo di consenso, ma il flusso di migranti non aspetta tutto questo. Oggi noi soffriamo a causa delle esigue possibilità a nostra disposizione, l’Italia fa uno sforzo enorme in mare, bisogna unire questi sforzi – prosegue Qasem. Dal canto suo, la Marina libica ha ricevuto molti aiuti da parte dei Paesi dell’Ue per contrastare il traffico di clandestini, aiuti che però “restano solo sulla carta e nessuno ci ha fatto pervenire un aiuto concreto – ha detto Qasem – le nostre possibilità restano molto limitate, anche dopo che il Consiglio presidenziale si è instaurato a Tripoli».

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.