Una lunga, straordinaria storia

L’addio a Giorgio Albertazzi. Il teatro (ferito dalla scomparsa di Paolo Poli) perde un altro dei suoi grandi interpreti

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura, Lente d'Ingrandimento

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L'attore Giorgio Albertazzi

L’attore Giorgio Albertazzi

Sofferente di cuore da un po’, Giorgio Albertazzi aveva dedicato le ultime fatiche a «Le memorie di Adriano» da Marguerite Yourcenar (che recitava dal 1989) con la regia di Maurizio Scaparro e «Il mercante di Venezia» nella stagione 2014-2015. L’immenso Shakespeare era una sua grande passione fin dagli esordi: debuttò infatti nel 1949 con Troilo e Cressida’, al Maggio Musicale Fiorentino (che all’epoca faceva anche prosa) per la regia di Luchino Visconti e con le scene firmate da Franco Zeffirelli, suo coetaneo e grandissimo amico. Detto che per il teatro è un’altra grandissima perdita a poca distanza dalla scomparsa di Paolo Poli, aggiungiamo subito che, tra le interpretazioni delle opere del Bardo, si trovano forse le prove più memorabili di Albertazzi, al tempo in cui sua compagna nella vita e non di rado sulla scena era Anna Proclemer.

Ha fatto storia l’«Amleto» con cui nel 1964, per i 400 anni dalla nascita di Shakespeare, debuttò al Teatro Old Vic di Londra, stavolta con Zeffirelli per regista, ottenendo che una sua foto fosse inclusa – unico attore non madrelingua – nella galleria dei grandi interpreti shakespeariani del  Royal National Theatre. Il suo sogno irrealizzato sarebbe stato un «Giulietta e Romeo» con l’immensa Franca Valeri. Il sodalizio artistico con Anna Proclemer risale al 1955-56, quando Albertazzi era già una celebrità; la compagnia Proclemer-Albertazzi si ritagliò subito un posto ben in vista nel teatro nazionale, che all’epoca di bei nomi ne annoverava parecchi. Da Shakespeare a Ibsen, da George Bernard Shaw a Vitaliano Brancati, da Pirandello a D’Annunzio, senza dimenticare i classici dell’antichità come Sofocle (nel 1969 portarono «Edipo re» alla Scala di Milano).

Finito il legame sentimentale e artistico con la Proclemer, Albertazzi nel 1994 fondò il Laboratorio Arti Sceniche Città di Volterra e dal 2002 al 2007 ha diretto il Teatro di Roma; intanto ha portato in tour molte letture di Dante (nel 2009, per Rai 2, ha registrato la «Divina Commedia» fra le rovine del centro storico dell’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile), nel 2004 con Dario Fo fa un ciclo di lezioni sulla storia del teatro, va al Teatro Greco di Siracusa per un  «Edipo a Colono» di Sofocle diretto da Krzysztof Zanussi ed è stato, oltre a Shylock nel summenzionato «Mercante di Venezia», anche un Prospero in scarpe da ginnastica  al Teatro Globe di Roma in «La tempesta», sempre di Shakespeare, con la regia di Daniele Salvo, su invito di Gigi Proietti.

Oltre ad aver calcato tanti pacoscenici, è apparso in almeno 40 film, tra cui «L’anno scorso a Marienbad» di Alain Rasnais, oltre venti sceneggiati e fictions televisive, incluse pietre miliari come «Delitto e castigo» da Dostoevsky con la regia di Franco Enriquez nel 1954, «L’idiota» (1959), sempre da Dostoevsky e l’ormai leggendario «Jekyll» del 1969; fra i telefim più leggeri, va ricordata la serie di Philo Vance (1974).

L’apparizione televisiva più inopinata è stata nel 2014, quando ha partecipato a «Ballando con le stelle» su RAI1, battendo il record di concorrente più anziano di  tutte le edizioni internazionali del programma: fino ad allora lo deteneva l’attrice  Cloris Leachman che aveva partecipato all’edizione americana nel 2008, all’età di soli 82 anni.

Aveva ancora una memoria di ferro e il suo sogno sarebbe stato morire sul palco. Non c’è riuscito ed è morto stamattina alle 9 nella sua casa in Maremma, con accanto la moglie Pia de’ Tolomei di Lippa, sposata davanti a Valter Veltroni nel 2007 nella chiesetta sconsacrata di Caracalla quando lui aveva 84 anni e lei 48. Alla fin fine, un dettaglio un po’ teatrale anche questo.

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