Nel mirino della maggioranza il sen Felice Casson

Prescrizione: continuano i contrasti nella maggioranza. Alfaniani contro Pd, contestati alcuni emendamenti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

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Dichiarazione alla stampa di Felice Casson al termine della Giunta per le elezioni del Senato, Roma 4 ottobre 2013. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA – Si riaccende lo scontro nella maggioranza sulla prescrizione. Casus belli è la presentazione in commissione al Senato degli emendamenti al ddl sulla riforma del processo penale a firma dei relatori Dem Felice Casson e Giuseppe Cucca. Il primo, di certo non allineato al nuovo corso renziano, il secondo parte della maggioranza Dem. Emendamenti che, andando in direzione opposta alle richieste giunte nei giorni scorsi da Ap, fanno andare su tutte le furie gli alfaniani. I relatori ritirino le proposte, è l’aut-aut dei centristi prima che, sugli emendamenti, arrivi la ‘frenata del capogruppo Pd a Palazzo Madama, Luigi Zanda: « È un’ipotesi di lavoro. Il loro contenuto sarà oggetto di analisi».

Il caso prescrizione torna dunque alla ribalta alla vigilia dell”ultimo weekend pre-elettorale. Ad innescare la miccia, in particolare, sono due proposte targate Casson-Cucca. La prima prevede lo stop (indefinito) alla lancetta della prescrizione subito dopo la sentenza di primo grado. La seconda disciplina che il termine della prescrizione decorra dal momento in cui la notizia di reato viene acquisita o perviene al pm e non quando il reato è stato commesso. Due proposte che, se incassano il plauso del M5S (“Renzi concorda o no con Casson?”, chiede Luigi Di Maio), fanno alzare le barricate a centristi e verdiniani secondo uno schema che, proprio al Senato, era già emerso sulle unioni civili.

«In quella commissione Giustizia c”è un residuo giustizialista», sbotta il ministro dell”Interno Angelino Alfano invitando il Pd a scegliere tra la vecchia sinistra e un profilo più riformatore. «Le proposte dei relatori devono rispondere alla sintesi della maggioranza politica» osserva Renato Schifani, dicendo no a maggioranze trasversali.

Nel merito le distanze vertono ormai dall’ok del testo alla Camera su un punto: i tempi della prescrizione e il rapporto con la durata dei processi. Con un emendamento Ap che, inoltre, esprime al meglio la posizione centrista sul reato di corruzione: quello di aumentare i tempi di prescrizione di 1/3 e non della metà, come previsto dalla norma Ferranti inserita alla Camera.

E il caso rischia di acuire le tensioni interne ai Dem anche perché la mossa dei relatori incassa il plauso della sinistra Pd. E la frenata di Zanda e il sostanziale declassamento degli emendamenti forse non serviranno a sedare gli animi tra i Dem. C’è chi, nella maggioranza, punta il dito su Casson vedendolo, dopo che qualche giorno fa il senatore aveva annunciato il suo ‘no’ alle riforme, già con un piede fuori dal partito. Sul ddl invece una soluzione anche parziale dovrà emergere prima di lunedì pomeriggio, quando scadrà il termine per i subemendamenti.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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