La settimana al Maggio musicale

Firenze: Jin Ju, i «Carmina Burana», «Albert Herring», i fiati di Rovereto e i Norge con l’Orchestra

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

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La pianista cinese Jin Ju

La pianista cinese Jin Ju

FIRENZE – La settimana inizia col botto al 79° Maggio Musicale Fiorentino, con la strepitosa pianista Jin Ju che, al Teatro della Pergola (Via della Pergola, 18, Firenze), lunedì 30 maggio alle 20 chiude la rassegna «Beethoven al fortepiano» (fortepiano Conrad Graf opus 1041 – fortepiano John Broadwood). Molto attraente nell’insieme, il programma include alcune delle pagine più amate dal loro stesso autore come la «Sonata in fa minore n. 23 op. 57», composta nel 1804-1806 e detta «Appassionata» in virtù dell’intenso carattere drammatico che la percorre. Il titolo, adeguato ma apocrifo, apparve nel 1838. La carica emotiva e drammatica, in climax  ascendente, dell’«Appassionata» è così marcata da far scrivere a Massimo Mila: «Son cose che la musica dice con evidenza solare, e sarebbe assurdo presumere di farle capire con parole a chi non le avesse sentite nei suoni». Segue la difficilissima «Sonata in la maggiore op. 101», completata da Beethoven nel 1816, ma risalente nei primi abbozzi al 1813; nelle didascalie dei 4 movimenti, accanto alle definizioni in tedesco, compaiono quelle in italiano, ma Beethoven insistette con l’editore perché nel frontespizio apparissero i nuovi termini “Hammer oder Hämmer-Klavier” o “Hämmer-Flügel” accanto all’ormai tradizionale “Piano-Forte”. L’opera è dedicata alla baronessa Dorothea von Ertmann, dal 1803 allieva di Beethoven. Si chiude sulla monumentale «Sonata in si bemolle maggiore op. 106 Hammerklavier», la più ampia e complessa fra le Sonate di Beethoven, nata negli anni 1817-18; qui si va addirittura oltre al vertice di difficoltà raggiunto dal fugato dell’op. 101. La «Hammerklavier», composta mentre Beethoven concepiva le complessità sinfonico-corali della Nona Sinfonia e della Messa solenne, fu inesauribile fonte di ispirazione per Brahms. Durata complessiva 70′. Biglietti 15 euro.

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Il Coro del Maggio Musicale Fiorentino

In contemporanea, lunedì 30 alle 20, all’Opera di Firenze (Piazzale Vittorio Gui) l’ormai famoso direttore d’orchestra estone Kristjan Järvi dirige l’Orchestra, il Coro e il Coro delle voci bianche del Maggio musicale fiorentino nei popolarissimi «Carmina Burana» di Carl Orff: una cantata scenica composta tra il 1935 e il 1936 dalla musica in realtà abbastanza poco medievale, ma molto medievaleggiante e conseguentemente molto amata dal pubblico moderno. Fra i 24 brani, «O Fortuna velut luna», che apre e chiude il ciclo, è talmente famoso che lo si sente in giro perfino in versione “disco”. Per fortuna (è il caso di dirlo) il concerto viene replicato martedì 31 alle 20, così l’appassionato di musica non è costretto a scegliere, lunedì, fra Jun Ji e le travolgenti medievalerie che costituiscono peraltro uno dei cavalli di battaglia del Coro del Maggio. Solisti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino. Durata complessiva 1 h 20′. Biglietti da 10 a 100 euro.

Albert Herring

Albert Herring

Sempre martedì 31 alle 20, al Teatro della Pergola, ultima replica dell’opera buffa «Albert Herring» di Benjamin Britten, con l’Orchestra del Maggio diretta dallo specialista Johnatan Webb, un ottimo cast quasi tutto madrelingua inglese e la messinscena accurata e divertente di Alessandro Talevi. Assolutamente da vedere. Durata 2 h 45′ circa. Biglietti da 15 a 100 euro.

Poi tre sere vuote (mercoledì, giovedì, venerdì).

Domenica 5 giugno alle 20, all’Opera di Firenze, la Rovereto Wind Orchestra esegue, in prima assoluta, «Maggio Fanfare» del friulano Paolo Frizzarin, brano vincitore del I Premio Nazionale di Composizione “Musica nella città” bandito dall’Anbima e dal Maggio Musicale Fiorentino, la Sinfonia «Gli Arcangeli» dello svizzero Franco Cesarini, una rarità di Ottorino Respighi, la Ballata per banda «Huntingtower», composta nel 1932 durante un viaggio negli Stati Uniti e dedicata a Edwin Goldman, patron della New York Military Band e celebre direttore, pianista e compositore americano, e infine «Orient et Occident», marcia sinfonica scritta nel 1869 da Camille Saint-Saëns.

Sabato 4 giugno alle 20 l’Orchestra del Maggio è impegnata nel più bizzarro dei concerti in cartellone questa settimana all’Opera di Firenze: «Stairway to Heaven», con musica naturalmente dei Led Zeppelin. Sul palco anche i Norge, la tribute band più longeva e anche più apprezzabile della Toscana. Il concerto, di cui si riparlerà a parte, è dedicato alle vittime della violenza stradale.

Orari della biglietteria e vendita diretta di biglietti online su www.operadifirenze.it

 

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