Lo sostiene l'Associazione Eurostop

Italexit: più di metà degli italiani (58%) vorrebbe un referendum, vista l’invasione dei migranti e il fallimento delle politiche ue

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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Si sta parlando molto del referendum che, fra circa un mese, la Gran Bretagna sarà chiamata ad affrontare sul ‘Brexit‘, ovvero sull’uscita della Gran Bretagna stessa dall’Unione Europea. Una suggestione che potrebbe presto trovare accoliti anche in Finlandia, dove potrebbe esserci presto una consultazione popolare.

ITALIA – In Italia il consenso all’Unione Europea sembra maggioritario, ma in progressivo calo visto come sono state deluse le speranze europeiste e il fallimento delle politiche europee soprattutto in tema di migrazione. Tanto che qualcosa inizia a muoversi anche da noi per promuovere quella che qualcuno già definisce ‘Italexit‘.

CONVEGNO – A Napoli si è tenuto infatti, il 21 maggio, un convegno sociale sull’Italexit, convocato e organizzato dalla piattaforma sociale Eurostop, con l’obiettivo di organizzare proposte concrete per un possibile futuro al di fuori del blocco a 29. Al dibattito hanno partecipato diversi economisti (Ernesto Screpanti dell’Università di Siena e Luciano Vasapollo dell’Università La Sapienza di Roma), organizzazioni sindacali inglesi favorevoli alla Brexit e altri analisti indipendenti. Al termine della tavola rotonda è stata approvata una breve mozione che si propone di avviare una grande mobilitazione a inizio autunno (“No Renzi Day”) una settimana prima del referendum sulla riforma della Costituzione.

SONDAGGI – Stando ai sondaggi, oltre la metà degli italiani vorrebbe potersi esprimere sul futuro dell’Italia all’interno dell’area della moneta unica. Un rilevamento Ipsos Mori risalente ai primi di maggio mostra che il 58% dei cittadini interpellati vorrebbe infatti che fosse indetto un referendum sull’Italexit.

NAPOLITANO – Dopo la lunga sospensione della democrazia imposta agli italiani dall’allora Presidente Re Giorgio Napolitano, che ha investito ben tre governi, a partire dalla fine del 2011 (esecutivo Monti), senza il passaggio elettorale e il consenso popolare, sarebbe opportuno tornare a dar voce agli elettori. Tanto più che Renzi annuncia le prossime elezioni solo per il 2018. Avremo così un bel record: sette anni senza un Governo eletto dal popolo. Complimenti a Re Giorgio, la sua strategia ha funzionato; anche dopo la sua uscita di scena continuano a governare gli uomini (e le donne) investiti da lui.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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