La ricostruzione del sindaco in consiglio comunale

Voragine lungarno Torrigiani, l’accusa di Nardella: «Solo alle 8 la squadra di Publiacqua. Nessun dissesto idrogeologico»

di Redazione - - Cronaca, Top News

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Voragine apertasi sul Lungarno, Firenze, 26 maggio 2016 ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

Voragine apertasi sul Lungarno, Firenze, 26 maggio 2016

FIRENZE – «Publiacqua ci ha detto che nei giorni precedenti non risultano chiamate dalla zona per perdite
o infiltrazioni ed ha definito provvidenziali le operazioni di chiusura della strada a pedoni ed automezzi per la perdita di acqua da parte di una tubazione nella stessa zona di quello che poi ha ceduto portando al crollo del manto stradale: sarebbe andata molto peggio, se questo non fosse stato fatto». Lo ha spiegato, durante la sua comunicazione al Consiglio riguardo il crollo sul lungarno Torrigiani, il sindaco Dario Nardella che ha ricostruito quanto successo.

E ancora la ricostruzione del sindaco: «Al termine dell”intervento su questa tubazione, avvenuto “intorno alle 3,40, Publiacqua ha informato della fine dell”intervento. Alle 6 si verifica lo sprofondamento a 350 metri dal punto della prima perdita, ma la centrale operativa del Comune non riesce a rintracciare Publiacqua, fino alle 7: a quel punto, da Publiacqua, hanno detto prima delle 8 non  sarebbe potuta arrivare una squadra».

Riguardo alle cause, Nardella ha sottolineato come «a una prima analisi qualcuno aveva ipotizzato che il crollo fosse legato a  una perdita del condotto nell’Arno realizzato dall”architetto Giuseppe Poggi nell”area: invece abbiamo avuto una ulteriore  conferma che il Poggi è stato un grande architetto. Dalle ispezioni del condotto effettuate dai vigili del fuoco, nel corso delle quali tra l’altro un pompiere è rimasto leggermente contuso, è emerso che lo stesso non presenta segno di cedimenti, nè danno di alcuna natura. La voragine si è creata a causa di una frana di sponda, non una voragine di sprofondamento – ha proseguito  il sindaco – il dissesto idrogelogico evocato da alcuni non c”entra. Il muro di sponda si è deformato verso l’Arno, gravato da un maggior volume pari a circa 1100 metri cubi, il manto stradale ha ceduto, creando un vuoto equivalente a 1300 metri cubi. Non può sfuggire la semicoincidenza tra i due volumi. Il materiale franato è stato integralmente trattenuto dal muro d’argine, che pure non è crollato».

Nardella ha anche ricordato che una frana simile c’era stata nel ’65 sul lungarno Soderini, provocato allora dalla rottura di una tubazione: allora il muro di sponda crollò e ci fu una vittima (una guardia giurata che finì nella voragine con la sua auto n.d.r.)».

Nell’inchiesta aperta dalla Procura, per ora non ci sono indagati. E Nardella ha ripetuto: «Il ripristino avverrà entro il 4 novembre, anniversario dell’alluvione del 1966. E pagherà tutto Publiacqua».

 

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