Il Report del Comune di Firenze

Firenze, migranti: nel 2015 accolti 2.200 profughi. Gli stranieri aumentano del 4,58% in un anno, calano i residenti (-745 unità)

di Redazione - - Cronaca, Economia

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migranti comodamente ospitati a villa Basilewsky

Migranti comodamente ospitati a villa Basilewsky

Riportiamo alcuni fra i dati più interessanti del Report ‘Migranti, le cifre 2015’, pubblicato dall’assessorato al Welfare del Comune di Firenze.

Profughi e sbarchi. A Firenze abbiamo accolto 650 profughi e con i progetti Sprar e Paci si arriva a circa 900 profughi, sull’area metropolitana invece sono state accolte 2.200 persone. Complessivamente il numero dei profughi accolti è pari allo 0,22% della popolazione.

La popolazione straniera. Tra il 2014 e il 2015 a Firenze è aumentata del 4.58%: al 31 dicembre 2014 erano residenti in città 58.556 stranieri (15.52%) su un totale di 377.300 abitanti, di cui 45.084 provenienti dall’Unione europea e 13.472 dall’Unione. Parte dell’aumento dipende dalla reiscrizione anagrafica di chi era stata cancellato a causa del censimento: tra cittadini extracomunitari spicca l’aumento dei residenti di nazionalità cinese (+ 515 unità, con un tasso superiore al 10%), mentre i residenti albanesi (5.704) e cinesi (5.560) ormai quasi si equivalgono. Continua invece il trend negativo della popolazione italiana residente (- 745 unità), ma è in rallentamento rispetto gli anni precedenti (-0.23%). Confrontando la distribuzione per fasce d’età della popolazione italiana e straniera si riscontra che l’età media degli stranieri è inferiore a quella degli italiani. Al primo posto rimane stabile la comunità romena (14.66% sul totale degli stranieri e 63.71% tra i cittadini che arrivano dai Paesi dell’Unione europea). Seguono i cittadini di Paesi non U.E: Perù (10.92%), Albania (9.74%), Cina (9.50%), Filippine (8.51%), Sri Lanka (3.92%), Marocco (3.68%), Ucraina (2.36%) ed Egitto (2.28%).

Le presenze straniere nei quartieri della città. I quartieri più popolati dagli stranieri (elenco per incidenza sul totale popolazione residente nel quartiere) sono i quartieri 1 (21.47%) e 5 (18.15%). Seguono il quartiere 4 (12.50%), il quartiere 2 (12.32%) e il quartiere 3 (10.94%), dove la popolazione straniera è distribuita in modo più uniforme e non sono state registrate variazioni rispetto gli anni precedenti: ciò significa che la crescita demografica straniera ha interessato in modo simile le varie zone della città. L’analisi della residenza in base ai componenti del nucleo familiare mostra come il centro sia generalmente scelto dai single (che è anche la tipologia di nucleo che prevale tra gli stranieri, con un’incidenza sul totale del 59.01%), mentre le famiglie più numerose si orientano più spesso verso i quartieri 4 e 5

Performance e frequenze scolastiche. Gli alunni con cittadinanza straniera dalla scuola dell’infanzia a quella superiore sono 8.741 con un’incidenza totale sulla popolazione scolastica del 15.22%. È migliorata scolastica la performance: in totale gli studenti stranieri respinti sono scesi a 845 unità dalle 1.041 dell’anno scolastico 2013/14, un dato che rimane di valore positivo anche tenuto conto del calo di iscrizioni (-164 unità) registrato nella scuola secondaria (dove si realizza il maggior numero di esiti negativi). Per quanto riguarda, invece, le frequenze il Report 2015 fotografa una situazione di miglioramento con pochi casi di abbandono scolastico: mentre nell’anno scolastico 2013/2014 le frequenze nella scuola primaria erano pari al 79,6% e nella secondaria pari all’80,5%, le percentuali sono aumentate nell’anno scolastico 2014/2015 (80,88% nella scuola primaria e 81,5% nella scuola secondaria). Nell’anno scolastico 2014/15 il rischio di dispersione scolastica ha interessato quattro studenti ovvero quasi un quarto circa di coloro che avevano diritto a sostenere l’esame, se ammessi e la percentuale di successo è stata del 75%.

Imprenditorialità straniera. Alla fine del 2014 la base strutturale dell’imprenditorialità straniera è maggiormente concentrata nel settore delle costruzioni (31.55%) e a seguire nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (24.96%) e nelle attività manufatturiere (23.84%). A livello provinciale le attività straniere attive operanti in tutti i settori pesano per il 15.44% sul totale. Esaminando nel dettaglio le ditte individuali straniere si nota come, distinte le due componenti UE e non UE, all’interno del gruppo degli imprenditori comunitari quelli romeni da soli pesano per il 74.80%, seguono quelli tedeschi (6.61%) e francesi (4.28%). Gli imprenditori non UE sono trainati da quelli cinesi con il 36.58%, albanesi con il 16.08% e marocchini con il 13.33%. Per quanto riguarda le quote rosa in azienda, tra i Paesi UE l’unica fortemente sbilanciata a favore degli uomini è la Romania dove le donne guidano solo il 13.47% delle imprese. Tra i non UE l’Albania ha circa il 94% delle imprese con titolari uomini, mentre la Cina presenta un bilanciamento dei sessi molto più equo: il 43.24% sono donne.

 

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