Il messaggio di Mattarella agli italiani

Roma 2 giugno 2016, festa della Repubblica: l’alzabandiera e la parata alla presenza del Capo dello Stato

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano

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ROMA – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dato inizio alle celebrazioni del 2 giugno all’Altare della Patria accompagnato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e dal capo di Stato maggiore della Difesa Claudio Graziano. Sulle scale del Vittoriano, a ricevere il capo dello Stato, ci sono tra gli altri, il presidente del Senato, Piero Grasso, quello della Camera, Laura Boldrini, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi.

parata1La banda dell’Esercito ha quindi intonato l’Inno nazionale e le Frecce tricolori hanno sorvolato il Vittoriano. Dopo l’alzabandiera solenne e la deposizione di una corona d’alloro sul sacello del Milite Ignoto, Mattarella assiste alla tradizionale parata – alla quale partecipano circa 3.600 persone, tra militari e civili -, che quest’anno è aperta da 400 sindaci, in rappresentanza degli oltre 8.000 Comuni italiani.parata

 

In occasione della Festa degli italiani il Presidente ha rivolto questo messaggio alla popolazione:

«Con il 2 giugno s’inaugurava una fase nuova nella storia del nostro giovane Stato, contrassegnata da grande partecipazione popolare, passione civile, speranza nel futuro. E, di lì a poco, si schiudeva per l’Italia un periodo di crescita economica, sociale e culturale senza precedenti. L’Italia entrava a pieno titolo tra le grandi nazioni democratiche, offrendo un contributo fondamentale alla costruzione europea, al mantenimento della pace e alla promozione della libertà.Immagine3

Non sono mancate, in questa nostra storia settantennale, pagine buie e negative. Penso al terrorismo, alla mafia, alla corruzione. Fenomeni insidiosi, che hanno minacciato, e ancora continuano a farlo, la convivenza civile, ma che sono stati combattuti senza mai compiere arretramenti sul terreno della democrazia.

Volgendo lo sguardo al nostro passato ci si accorge di quanto cammino sia stato fatto dalla Repubblica per garantire agli italiani democrazia, libertà, benessere, giustizia, diritti, qualità della vita. Di quanti ostacoli siano stati superati, quando è prevalsa la coesione, il senso di responsabilità, la lungimiranza. Di questo dobbiamo essere fieri, senza che questo possa indurre a trascurare i tanti problemi e le tante difficoltà che emergono.

Questa storia ci induce quindi a guardare al futuro con maggiore ottimismo e forza d’animo: il 2 giugno, oggi come ieri, è una festa per tutti gli italiani».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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