Pubblicato il decreto governativo in grandissimo ritardo

Canone Rai in bolletta: chi ha usato il modellino sbagliato per l’esenzione rischia di pagare

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Top News

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canone

ROMA – Il nuovo sistema di pagamento del canone Rai, con la bolletta della luce, è definitivamente in vigore. Ieri 5 giugno è entrato definitivamente in vigore il decreto che norma la novità sulla tassa Tv. Lo si legge sulla Gazzetta Ufficiale, nella quale è stato pubblicato il decreto attuativo del ministero dello Sviluppo Economico. La disposizione, che ha sollevato le critiche dei consumatori, è arrivata soltanto poco prima del primo saldo del nuovo canone Rai (nella bolletta elettrica di luglio pari a 70 euro).

RITARDO – Fa discutere il ritardo della pubblicazione del decreto rispetto al termine ultimo (già scaduto abbondantemente) per presentare l’autocertificazione che esonera dal pagamento chi non ha il televisore (si doveva inviare entro il 16 maggio). In pratica il decreto è arrivato 20 giorni dopo questa data. Inoltre pare che vanifichi le autocertificazioni che molti cittadini, che non posseggono Tv, avevano presentato nei mesi scorsi. Nel decreto si legge infatti che, ai fini della dichiarazione di non detenzione, gli utenti devono utilizzare esclusivamente il modello approvato dall’Agenzia delle entrate il 24 marzo e le successive modificazioni. «Una tesi assurda che ci lascia perplessi dal punto di vista legale» dicono dall’Unione Nazionale Consumatori.

DISDETTA – Molte famiglie avevano presentato già prima del 24 marzo la disdetta, utilizzando i moduli che erano presenti allora sui siti dell’Agenzia delle Entrate o della Rai. Ora rischiano di pagare il canone nonostante siano nella condizione di non dovere nulla per la Tv. «E’ evidente che chiunque abbia presentato una dichiarazione esaustiva che contiene tutti gli elementi utili, non può essere costretto a pagare il canone solo perché non ha compilato il modellino appositamente predisposto» dice Massimo Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

RIMBORSI – Le famiglie dunque rischiano di dover pagare la bolletta di luglio per i pasticci combinati dal Governo e dalle sue emanazioni, scatenate da Renzi per riscuotere in ogni modo l’odiato balzello. Per questo è già stato chiarito che è possibile presentare una richiesta di rimborso nel caso di doppioni in famiglia (per esempio marito e moglie che si trovano entrambi con l’addebito per la Rai) o nel caso di non detenzione dell’apparecchio televisivo. Le modalità per presentare questa istanza però saranno contenute in un provvedimento delle Entrate che verrà emanato entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto del ministero (quindi entro il 3 agosto), abbondantemente dopo ogni termione di scadenza previsto. Questa è le certezza della norma e del diritto ai tempi del Governo Renzi. Ma gli elettori se ne stanno ricordando non appena vengono chiamati alle urne.

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Camillo Cipriani

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