Saranno licenziati gli assenteisti

Pubblica amministrazione: ora è lotta senza quartiere ai furbetti del cartellino

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Stampa Stampa

image

I furbetti di Stato hanno le ore contate: sarà varato dal prossimo Consiglio dei ministri il decreto per licenziare gli assenteisti e al dipendente sospeso dimezzato lo stipendio. Tempi certi per il procedimento disciplinare che si aprirà nei confronti del dipendente pubblico infedele e un assegno alimentare, cioè uno stipendio ridotto, durante la fase di sospensione dell’impiegato dal servizio.

LICENZIAMENTI – Sono le innovazioni con le quali si dovrebbe concludere l’iter del decreto attuativo più atteso dall’opinione pubblica della riforma Madia. E cioè quello che prevede i licenziamenti istantanei per i furbetti che timbrano il cartellino e poi lasciano gli uffici per dedicarsi ai propri affari. Il provvedimento dovrebbe ricevere l’ultimo parere parlamentare nella settimana entrante e approdare al Consiglio dei ministri entro metà giugno. In risposta alle riserve e alle condizioni poste dal Consiglio di Stato e dal Senato, il governo sta valutando la possibilità di rivedere alcune parti del testo sui licenziamenti.

SOSTEGNO – In particolare sulla possibilità di erogare una somma, come misura di sostegno assistenziale per il dipendente che secondo le nuove regole deve, in via cautelare, essere sospeso entro 48 ore dal fatto contestato. Un fatto che lo mette fuori dall’ufficio senza stipendio. L’indennità sarebbe pari al 50% della retribuzione tabellare. L’esecutivo avrebbe messo in conto anche una disponibilità a meglio specificare il momento da cui far scattare i 30 giorni che rappresentano il tempo massimo fissato per chiudere il procedimento.

DIRIGENTI – Il governo non ha alcuna intenzione invece di modificare la responsabilità penale dei dirigenti che non denunciano l’assenteista e le sei mensilità chieste come risarcimento minimo per danno d’immagine. Il giro di vite sui furbi che frodano la collettività non si esaurisce qui.

TESTO UNICO – Presto il decreto del governo si arricchirà anche del nuovo Testo Unico sul pubblico impiego. Nessun cambiamento sostanziale toccherebbe invece il decreto sulla Conferenza dei servizi, l’organo chiamato a decidere su materie che vedono intrecciate più competenze. L’obiettivo resta quelli di trasformarlo da carrozzone amministrativo ad antidoto contro la burocrazia. «Lo Stato ci andrà con una sola persona e potrà dire sì o no. Avrà dei tempi serrati e questo ci porterà a essere un Paese normale dal punto di vista delle procedure», ha spiegato il premier Matteo Renzi annunciando l’ok al testo per il Cdm del 15 giugno.

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.