Padoan: è un indebolimento delle aspettative

Economia: Istat, rallenta il ritmo della crescita. L’Italia ancora non riparte

di Camillo Cipriani - - Cronaca

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Renzi e Padoan

Renzi e Padoan

ROMA – Dopo il sostanziale insuccesso elettorale nelle grandi città Renzi deve incassare anche le previsioni poco confortanti dell’Istat sulla crescita che ancora, dopo oltre due anni di Governo, non è riuscito a rilanciare. L’economia italiana continua infatti a crescere con un ritmo moderato. Lo rileva l’Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana precisando tuttavia che l’indicatore composito anticipatore dell’economia ha segnato un ulteriore calo, suggerendo il rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine.

Ai risultati positivi registrati nel primo trimestre – sottolinea l’Istat – si affiancano alcuni segnali di debolezza nelle aspettative delle imprese e negli ordinativi del settore manifatturiero. L’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un ulteriore calo, suggerendo «il rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine».

Nel primo trimestre i contributi positivi alla crescita dello 0,3% provengono in particolare dalla spesa delle famiglie residenti, mentre la componente estera ha fornito un contributo negativo alla crescita. Rispetto al trimestre precedente, i consumi finali nazionali e gli investimenti fissi lordi sono aumentati con la stessa intensità (+0,2%), mentre il rallentamento del commercio mondiale ha condizionato l’andamento delle esportazioni (-1,5%). Il modesto aumento degli investimenti ha sintetizzato da un lato il proseguire della crescita degli impianti e macchinari (+1,3%) e la ripresa dei prodotti in proprietà intellettuale (+1,1%), dall’altro la riduzione delle costruzioni (-0,5%). Gli investimenti in mezzi di trasporto hanno fornito un contributo positivo, ma in significativa decelerazione (+2,4%).

Nell’industria in senso stretto, alla crescita robusta del valore aggiunto nel primo trimestre (+1,2% rispetto al trimestre precedente) si sono accompagnati segnali contrastanti provenienti dagli ordinativi (-1,4%) e dal clima di fiducia che, in lieve diminuzione a maggio, continua ad oscillare sui livelli di inizio anno.

«Continuo ad essere fiducioso, l’Italia va meglio di altri paesi», è stato il commento del ministro dell’Economia, Per Carlo Padoan, sui dati diffusi oggi. «È un indebolimento delle aspettative – ha commentato Padoan – aspettiamo i dati definitivi».

 

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Camillo Cipriani

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