I numeri forniti da Openpolis

Politica: finiscono i rimborsi elettorali (nel 2017) e diminuiscono le spese dei partiti

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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ROMA – I rimborsi elettorali spariranno nel 2017, sostituiti dal meccanismo (che finora non ha portato molto fieno nella cascina dei partiti) del 2X1000, e il loro progressivo taglio ha causato un dimagrimento sostanziale delle macchine organizzative e delle strutture dei partiti.

OPENPOLIS – I numeri li fornisce Openpolis, la piattaforma che si occupa di elaborazione dati di tutto ciò che riguarda la politica, che ha analizzato i bilanci delle formazioni politiche tra il 2013 e il 2014. Per quanto riguarda il comparto del personale, esso comprende una molteplicità di voci: stipendi, contributi pensionistici, trattamenti di fine rapporto oppure di quiescenza. E le cifre, spiega Openpolis, variano a seconda dei rapporti di lavoro. L’incidenza delle spese per il personale sul totale è aumentato, in percentuale, tra il 2013 e il 2014. In media, tra tutti i partiti, siamo sul 10, 7%. Ma questo, spiega Openpolis è «una evidenza facile da fraintendere», perché «le spese per il personale, essendo calcolate in percentuale in rapporto a bilanci in drastico ridimensionamento, sembrano crescere, anche se in valore assoluto si sono ridotte».

PARTITI – E scendendo nello specifico spiega che «Pd e Lega Nord in termini assoluti hanno ridotto circa del 15% il costo del personale tra 2013 e 2014. Ma avendo contemporaneamente tagliato anche altre spese, il peso dei dipendenti sul bilancio è cresciuto, e vale il 32% per il Pd e il 23% per la Lega». Nello studio non sono presenti né il M5S, perché dichiara 0 euro come spesa per il personale, né Ncd, che è nata solo a fine 2013 (per il 2014 ha una spesa del 6,45%) . Il caso Forza Italia, fa notare Openpolis, «distorce l’analisi». Se nel 2013 l’incidenza del personale era del 6,87%, nel 2014 è aumentata al 45,12%. Il perché è presto detto: nel 2013 aveva 32 dipendenti, ma nel 2014 ne sono stati assunti 54 che stavano nel Pdl, «arrivando a quota 86, un organico successivamente messo in cassa integrazione». Quanto a Sel, la spesa per il personale passa dal 6,94% del 2013 al 7,96% del 2014. Fdi aumenta dall’1,81 al 3,97%.

SPESE –  Stessa operazione Openpolis la attua per quanto riguarda gli altri tipi di spese, facendo una media di tutti i partiti. Così, le spese per acquisti di beni e servizi sono scese del 45% in un anno. Ancora più drastico il taglio per i contributi ad associazioni («spesso -spiega Openpolis- in questa voce sono ricompresi i finanziamenti alle sedi territoriali dei partiti»): il 53%. Giù anche le spese per «favorire la parità di genere»: -47, ed in questo caso si tratta di un fondo che i partiti devono costituire in virtù della legge 157/99. Gli effetti della cura dimagrante, secondo openpolis, sono positivi.

RISULTATI –  Nel minidossier sui «partiti in crisi», Openpolis analizza che «tutti i partiti considerati hanno migliorato il risultato dei loro esercizio tra il 2013 e il 2014: anche chi è in perdita, ha perso meno rispetto all’anno prima, segno di una ristrutturazione della macchina organizzativa e di un complessivo taglio delle spese». Tuttavia, «rimangono grandi differenze: Lega Nord e Forza Italia presentano ancora un disavanzo rispettivamente di 8 e 12 milioni di euro circa. Leggermente inferiore al milione di euro quello del Nuovo Centroestra di Alfano, mentre tutti gli altri partiti sono in attivo». Quanto alle entrate, si registrano alcuni elementi importanti. Il Pd, tra il 2013 e il 2014 aumenta di molto i contributi delle persone giuridiche, tra cui aziende, che passano da 165 mila euro fino a sfiorare il milione di euro. Per Forza Italia l’aumento è ancora maggiore: da 10 mila euro del 2013 agli 890 mila del 2014. Mentre cala, per il movimento azzurro, il contributo delle persone fisiche: da 15 milioni ad appena due. Scarsissima, nel 2014 per il movimento berlusconiano, la raccolta del 2×1000: neanche 25 mila euro contro i quasi 200 mila del Pd. Per il movimento cinque stelle, invece, tutte le voci di bilancio sono a zero, ad eccezione delle quote associative in cui, per il 2013 e 2014 viene scritta la cifra di 200 euro. «L’iniziativa politica del movimento non è quindi a carico del bilancio dell’associazione», osserva Openpolis. Per la Lega, scarsa la raccolta del 2×1000 (poco più di 28mila euro). E mentre è ampia, anche se in calo, la raccolta di persone fisiche (dai 3milioni e 800 mila del 2014 a quasi un milione di meno del 2014), è più ridotta ma in crescita quella delle persone giuridiche che passa dagli 89 mila del 2013 ai 100 mila del 2014.

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Camillo Cipriani

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