Prestito garantito dallo Stato, previste detrazioni fiscali

Pensioni, confronto Governo – Sindacati: ci sarà l’Ape (anticipazione pensionistica) ma senza penalizzazioni

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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ROMA – Un primo risultato dall’incontro Governo – sindacati sulle pensioni, in una giornata nella quale sono stati affrontati “due grandi temi”: previdenza e mercato del lavoro. L’intervento per consentire alle persone di uscire prima dal lavoro è basato su uno “schema con apporti vari”. Non ci sarà, dunque, un singolo provvedimento, ma sono previsti più interventi per rendere le pensioni flessibili. Poletti ha sottolineato che quella di oggi è stata una “giornata positiva e importante. Il confronto è stato ampio, anche se l’attenzione è stata catalizzata dall’Ape (anticipazione pensionistica). “Abbiamo convenuto di continuare gli incontri – ha detto Poletti -sia su coloro che devono andare in pensione che sulle problematiche che riguardano i pensionati, come no tax area e rivalutazione degli assegni. Per questo sono stati calendarizzati altri due incontri a breve, che si terranno il 23 e il 28 giugno.

POLETTI – Il ministro del Lavoro ha inoltre affermato che “c’è anche una valutazione che riguarda problematiche come i lavori usuranti, perché non tutti i lavori sono uguali. L’intervento deve essere compatibile finanziariamente e con gli impegni europei e deve avere elementi di equità”. Poletti ha aggiunto che la parte dell’intervento a carico dello Stato riguarderà proprio in particolare i lavori usuranti e le persone non occupate.

NANNICINI – I particolari sono stati esposti dal sottosegretario alla Presidenza, Tommaso Nannicini. Chi vorra’ andare in pensione tre anni prima di raggiungere la pensione di vecchiaia dovra’ stipulare un prestito con una banca, garantito dallo stato e veicolato dall’Inps,che provvederà ad anticipare l’assegno netto per gli anni che mancano, da restituire in vent’anni attraverso una rata che incidera’ sull’assegno di pensione. Una rata che in alcuni casi, soprattutto quelli totalmente ‘volontari’, potrebbe arrivare fino al 15% dell’importo mensile. Possibile poi una detrazione fiscale del rateo che aumenterebbe in percentuale per alcune categorie di pre-pensionati, soprattutto quelli piu deboli. Quest’ipotesi potrebbe essere applicata, in via sperimentale per tre anni, dal 2017 al 2019, ai lavoratori della classe ’51-’55.

PRESTITO – Per il prestito non serviranno garanzie reali, non coinvolgera’ gli eredi e non incidera’ sulla reversibilità, chiarisce ancora Nannicini. Il “punto focale” della proposta del governo sta soprattutto nel capitolo detrazioni fiscali. “Abbiamo previsto un intervento con cui aiutare chi ha avuto accesso all’Ape a ridurre i costi”. Un sistema questo che sara’ calibrato diversamente a seconda della platea interessata. “Se la rata incidera’ per il 5% la detrazione fiscale potra’ aggirarsi intorno alla meta’, al 2,5%”, dice. Ma per un disoccupato di lungo periodo sara’ lo Stato a farsi carico del’ammortamento del prestito e del capitale cosi’ come in caso di ristrutturazioni aziendali saranno le imprese a farsi carico della rata. “In una parola le detrazioni fiscali avranno costi diversi e platee diverse”, sintetizza ancora Nannicini che ribadisce come la proposta del governo “non risponde alla volonta’ di creare fantasiosi strumenti finanziari ma alla necessita’ del rispetto dei vincoli di bilancio”.

La soluzione individuata dal governo toglie dal tavolo le penalizzazione inizialmente ipotizzate.

CAMUSSO – «C’è qualche novità positiva: così il leader della Cgil, Susanna Camusso, ha commentato in conferenza stampa l’esito del confronto con il Governo sui temi della previdenza e del lavoro.Ma è ancora troppo poco – ha proseguito – per dire che siamo in una fase conclusiva delle nostre valutazioni. Speriamo che il confronto continui e produca risultati». Secondo il numero uno della Cgil c’è tuttavia la disponibilità del Governo a entrare nel merito sui temi oggetto del confronto. «Abbiamo bisogno di un quadro d’insieme – ha proseguito – bisogna andare a una modifica consistente della legge esistente sulle pensioni. I singoli aspetti non danno ancora una risposta compiuta alla nostra piattaforma».

Attendiamo dunque gli ulteriori sviluppi del confronto.

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Camillo Cipriani

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