Già in pieno svolgimento la campagna referendaria

Referendum costituzionale: secondo gli ultimi sondaggi cresce il fronte del no (53,2%)

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

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boschi renzi

ROMA – Pessime notizie per il Partito Democratico e per Matteo Renzi. L’ultimo sondaggio realizzato da Euromedia Research per Ballarò – e pubblicato da Affaritaliani.it – sul referendum istituzionale di ottobre segnala un’ulteriore crescita del no alle riforme del governo, che sarebbe arrivato al 53,2%. Nonostante alcune difficoltà lamentate dagli esponenti del movimento contrario alle posizioni del premier.

COMITATI – I Comitati per il no chiedono infatti un decreto legge per superare, già in occasione dell’imminente referendum costituzionale, gli ostacoli che oggettivamente compromettono il diritto dei cittadini a partecipare attivamente alla vita pubblica. E’ la richiesta avanzata in una lettera congiunta al presidente Renzi e ai ministri dell’Interno e delle Riforme, Angelino Alfano e Maria Elena Boschi, da “Comitato per il No nella riforma costituzionale”, “Comitato per l’abrogazione di due norme dell’Italicum” e “Comitato per la libertà di voto”, promotori di campagne referendarie in corso. Un’iniziativa che nasce dai problemi insormontabili che i Comitati stanno riscontrando nelle rispettive raccolte delle firme, lamentando che la raccolta delle 500 mila firme diventa proibitiva per i promotori sprovvisti di una propria rete di consiglieri comunali e provinciali.

DATI – Nonostante tutte le difficoltà e gli ostacoli burocratici che i Comitati del No denunciano gli italiani sembra che non siano troppo affascinati dalle lusinghe del duo Renzi – Boschi. Secondo i dati del 13 giugno i contrari alla revisione della Costituzione sono saliti al 53,2% rispetto al 52,1 del precedente sondaggio (6 giugno). I favorevoli alle riforme scendono quindi in sette giorni dal 47,9% al 46,8. Il presidente del Consiglio, che ha legato al referendum istituzionale del prossimo autunno la sua stessa permanenza non solo a Palazzo Chigi ma anche nell’agone politico, perde l’1,1% in una settimana. Da segnalare che ben il 23% degli elettori di Area Popolare-Ncd-Udc dichiara che voterà no al referendum. Vedremo in seguito quali saranno le conseguenze, anche a questo proposito, dell’esito dei ballottaggi di domenica 19 giugno nelle elezioni comunali.

BRUNETTA – «Il trend è ormai chiaro – afferma Brunetta – e Renzi ha davvero poco di cui star sereno. I no crescono di settimana in settimana, il dato sta diventando sempre più strutturale. Più il premier parla, più il premier invade i media, più il premier e la sua Boschi minacciano il corpo elettorale, più i cittadini si ribellano facendo emergere dati straordinari come quelli che ci consegna l’ultimo sondaggio di Euromedia. Renzi – ha sottolineato ancora il capogruppo Fi- sta perdendo, Renzi è ormai alla frutta, Renzi andrà a casa. Se domenica ai ballottaggi il Partito democratico dovesse, come sembra e come ci auguriamo, perdere le grandi città i numeri a favore del no si rafforzeranno ulteriormente. Arriveremo al 60-40 per noi in poche settimane. Avanti in questa direzione. Sosteniamo e lottiamo per il no alla ‘schiforma’ Renzi-Boschi. Un ‘no’ per mandare a casa un premier mai eletto dal popolo e per ripristinare la democrazia nel nostro Paese».

Riteniamo il commento del capogruppo di Forza Italia esagerato, ma comunque i sondaggi di questo primo periodo dimostrano che gli elettori non seguono come pecore le indicazioni del partito dominante e del suo segretario. Ma c’è ancora molto tempo, gli schieramenti avranno modo di aggiustare la loro campagna elettorale e i cittadini di comprendere meglio in cosa consista questa riforma che, oltre a diversi fattori negativi, presenta anche alcuni aspetti positivi. Potranno così decidere di tracciare un si o un no a ragion veduta e non solo sulla base delle dichiarazioni altisonanti degli opposti schieramenti.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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