Reazioni diverse nel partito dopo la netta sconfitta

Ballottaggi 2016, batosta del Pd in Toscana. Il segretario renziano Parrini: Non mi dimetto. Arezzo: Dindalini lascia

di Redazione - - Cronaca, Politica, Top News

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Dario Parrini, segretario regionale del Pd in Toscana

Dario Parrini, segretario regionale del Pd in Toscana

FIRENZE – Dario Parrini, segretario regionale del Pd, respinge la richiesta di dimissioni avanzata, nei suoi confronti, da alcuni esponenti del partito. Non accetta responsabilità, Parrini. Afferma, per esempio a Sesto Fiorentino, il nuovo sindaco, Lorenzo Falchi, della Sinistra, ha vinto raccontando cose non vere: per esempio non potrà opporsi alla realizzazione dell’inceneritore, né all’allungamento della pista di Peretola. Ha invece rassegnato le dimissioni da segretario provinciale di Arezzo, Massimiliano Dindalini, in seguito alle sconfitte a Montevarchi, dove ha vinto il centrodestra con Silvia Chiassai, e di Sansepolcro, dove si è affermato Mauro Cornioli, sostenuto da varie liste civiche.

Parrini ha detto: “Non voglio fare processi, ma è chiaro che con queste elezioni si apre una fase nuova: bisogna che quando si ha la palla fra i piedi si cerchi di fare gol nella porta dell”avversario, tutti. E qui mi fermo”. Ma poi ha aggiunto: “Il primo a fare uno sforzo unitario voglio essere io, la lettura per cui la soluzione ai nostri problemi è tornare indietro o pentirsi di qualche riforma è sbagliata: dobbiamo innovare di più. Per questo, dovessi usare due sostantivi, sarebbero innovazione e unità. Il fuoco amico fa molto male, serve maggiore unità, e dove non ce n”è stato abbastanza serve maggiore rinnovamento”. Come detto, Parrini non accoglie la richiesta di dimissioni avanzata nei suoi confronti da alcuni esponenti del partito locale: “Bisogna reagire alla sconfitta – ha affermato – lavorando di più per avere un risultato positivo al referendum, che sarà la prova decisiva per tutti”.

Il segretario provinciale del Pd aretino, Massimiliano Dindalini, rimette invece il suo mandato. Affermando: “Rimetto il mandato, mi assumo le mie responsabilità e non posso fare altrimenti ma non posso neppure essere il solo capro espiatorio”. La decisione finale a questo punto spetterà all”assemblea in programma entro lunedì prossimo al massimo. All”interno del Pd aretino era già in corso un forte dibattito dopo la sconfitta un anno fa di Arezzo con l”affermazione di Alessandro Ghinelli del centrodestra e quella recente al primo turno di Alessandro Polcri del centrodestra ad Anghiari.

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