La Giornata mondiale del rifugiato

Rifugiati: nel 2015 sono stati oltre 65 milioni, anno record. Le dichiarazioni di Mattarella

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Sono stati oltre 65,3 milioni i profughi e i rifugiati in fuga da conflitti e persecuzioni nel mondo nel 2015. Un numero record secondo il rapporto annuale dell’Unhcr, diffuso nella Giornata mondiale del rifugiato, e in forte aumento rispetto ai 59 milioni e mezzo dell’anno precedente. Significa che una persona su 113 oggi è un richiedente asilo, sfollato interno o rifugiato e che il numero di persone costrette alla fuga è più alto del numero di abitanti di Francia, Regno Unito o Italia. In molte regioni del mondo il tasso di incremento delle migrazioni forzate si è alzato notevolmente negli ultimi 5 anni: le crisi, infatti, durano in media più a lungo, è maggiore la frequenza con cui si verificano nuove situazioni drammatiche o si riacutizzano crisi già in corso, basta vedere la Siria, e ci vuole troppo tempo per trovare delle soluzioni. Fino a dieci anni fa, l’Agenzia Onu per i Rifugiati registrava circa 6 persone costrette a fuggire dalla propria casa ogni minuto. Oggi sono 24. I bambini rappresentano il 51% dei rifugiati del mondo nel 2015. Se l’Europa ha fatto fatica a gestire oltre un milione di rifugiati e migranti arrivati via mare nel Mediterraneo nel 2015, secondo il rapporto l’86% dei rifugiati del mondo sotto mandato Unhcr sono in paesi a basso o medio reddito, in prossimità di situazioni di conflitto. Si arriva fino al 90% se si includono i rifugiati palestinesi. La Turchia è il principale paese ospitante, con 2,5 milioni di rifugiati. La guerra in Siria rimane la causa principale delle migrazioni forzate e delle sofferenze ad esse connesse. Alla fine del 2015 ha costretto quasi 5 milioni di persone all’esilio come rifugiati e ha dato origine a 6,6 milioni di sfollati interni. L’Africa subsahariana è stata la seconda regione con il maggior numero di migranti forzati, dopo il Medio Oriente e il Nord Africa-

MATTARELLA – Il Capo dello Stato, nel messaggio inviato per la Giornata promossa dall’Onu – facendo eco a quanto già affermato da Papa Francesco e dalla Presidente della Camera Laura Boldrini –  torna a sottolineare la necessità di gestire in modo serio, lungimirante, responsabile e intelligente un fenomeno che è di natura epocale, ma mette in risalto come i migranti rappresentino una risorsa prima ancora che un problema.

ROSSI – Sul tema è intervenuto anche il Presidente della regione toscana Enrico Rossi, seguendo anche lui la linea tracciata da Papa Francesco, Boldrini e Mattarella: «L’idea toscana di accoglienza diffusa ha funzionato, coinvolgendo sindaci e associazioni del volontariato. E’ arrivato il momento di proporre un Patto per immigrazione e accoglienza. In Toscana ne ospitiamo circa 8 mila su una popolazione di 3,7 milioni di abitanti. Quindi per loro abbiamo ancora spazio e mi auguro che presto sia possibile avere un confronto con il Governo su questi temi».

Resta da chiarire con quali mezzi e con quali risorse l’Italia potrà far fronte a questi magnanimi propositi senza che ci sia un piano internazionale di distribuzione dei rifugiati e profughi. Per ora gravano tutti sulle nostre spalle e i progetti europei di ripartizione sono stati un fallimento.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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