Più di 30 i nuovi agenti reclutati dai Servizi

Sicurezza, intelligence: i nostri 007 sempre più giovani e poliglotti. Una professione che affascina

di Paolo Padoin - - Cronaca, Cultura

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ROMA – Sono più di 30 i nuovi agenti reclutati in questi ultimi mesi dai servizi di informazione, molti dei quali esperti nei settori della cybersecurity. Sempre più giovani e sempre più specializzati: sono i nuovi 007 italiani, che vanno a rinnovare i ranghi dei servizi di sicurezza portando con sé competenze molto richieste per affrontare una minaccia sempre più multiforme e variegata. Numerosi i nuovi 007 che hanno potuto far valere conoscenze linguistiche particolarmente utili in questa fase storica, come il Farsi, il Cinese, l’Arabo.

Decisivi per l’apertura all’esterno del mondo dell’Intelligence si sono rivelati i frequenti roadshow nelle università italiane organizzati per incontrare gli studenti ed anche il nuovo sito degli 007 italiani. Dal 2013 ad oggi le visualizzazioni al portale dell’intelligence italiana www.sicurezzanazionale.gov.it sono sempre state in costante aumento fino a superare quota 4 milioni, di cui oltre 1.500.000 nell’ultimo anno, registrando un incremento del 10% rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente.

Quanto al sogno di diventare 007, ‘Lavora con noi’ è, dopo la homepage, la pagina più visitata del sito. Un dato, tra gli altri: nella settimana successiva agli attentati di Parigi e Bruxelles la sezione ha raggiunto picchi di 1.500 visualizzazioni giornaliere. Dal 18 giugno 2013 a oggi l’incremento del flusso di mail rispetto al triennio precedente è aumentato in maniera esponenziale. Oltre 20.000 sono state le comunicazioni giunte sulla casella di posta elettronica istituzionale e 5.500 sono state le risposte fornite.

“La formazione di chi prova a entrare -rileva il sito ‘Ofcs Report, portale specializzato nei temi della sicurezza- è il requisito più importante. L’apertura al mondo universitario si occupa proprio di questo: aumentare il livello di competenza dei nuovi agenti. E se i giovani sembrano aprirsi al mondo delle spie, il lavoro dello 007 non dispiace nemmeno ai loro genitori. Un rapporto Eurispes del 2015, su un campione di 1.162 intervistati, individua un 36,3% di genitori che approverebbe la scelta del figlio di diventare agente segreto, a fronte del 16,9% che la accetterebbe con riserva e del 12,6% che non sarebbe d’accordo con la decisione”.

“Dallo stesso istituto di rilevazione arriva un numero che dà ragione all’idea di aprirsi al pubblico: il 65% degli italiani ha fiducia nei servizi segreti, un dato in crescita di due punti rispetto all’anno scorso”. Il percorso di ‘apertura al pubblico dei servizi ha messo le sue radici fin nelle scuole primarie. Grazie a una collaborazione con il Miur, il Dis, Dipartimento per le Informazioni sulla Sicurezza, ha premiato lo scorso anno tre scuole elementari, da Nord a Sud, nell’ambito del concorso Disegna l’Intelligence.

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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