Gli ultimi sondaggi divisi fra il si e il no

Brexit: oggi le votazioni. Matteo Renzi invita gli inglesi a schierarsi per «remain»

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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renzi juncker

ROMA – Alla vigilia della votazione, che si terrà oggi 23 giugno, il nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non pago delle diatribe interne, entra a gamba tesa anche nelle polemiche che hanno accompagnato la campagna referendaria inglese sostenendo a spada tratta, in un’intervista sul Guardian, le ragioni della permanenza inglese nella Ue.

«Visto dall’Italia, un voto in favore dell’uscita dall’Europa non sarebbe un disastro, una tragedia o la fine del mondo per voi nel Regno Unito. Sarebbe peggio, perché sarebbe la scelta sbagliata. Lo sbaglio per il quale soprattutto voi, gli elettori, ne paghereste il prezzo. Chi vuole veramente che la Gran Bretagna sia piccola e isolata?» E aggiunge “Siamo confrontati a sfide di enorme portata”, scrive ancora Renzi, “finanziarie ed economiche”, “sociali”. Sfide per la sicurezza, con le “minacce terroristiche”, “demografiche” e “politiche”. “Allora non fatelo per noi. Siamo felici di stare nell’Unione con voi. Fatelo piuttosto per voi stessi”. “Noi europei rispetteremo la vostra voce, la vostra scelta, la vostra decisione. Ma questa scelta non è mai stata un tirarsi indietro o arretrare”.

JUNCKER – Se Matteo Renzi fa ricorso alla moral suasion, il Presidente della Commissione Ue Jean – Claude Juncker ricorre in modo più spiccio alle minacce. “Voglio dire agli elettori britannici che non ci sarà nessun altro tipo di negoziato: chi è fuori è fuori. A febbraio il premier David Cameron “ha ottenuto il massimo di quello che poteva avere, e noi abbiamo concesso il massimo di quello che potevamo dare”.

Nelle ultime ore di campagna elettorale, tutti gli schieramenti cercano di convincere i molti indecisi. L’euroscettico Nigel Farage, leader dell’Ukip, lancia il suo assalto annunciando “l’Independence Day” britannico, il giorno dell’Indipendenza che arriverebbe domani se vincesse la Brexit. Il leader laburista Jeremy Corbyn sottolinea da parte sua di voler “restare in Europa per cambiarla”. “L’Unione ha bisogno di molte riforme”, aggiunge sottolineando che però queste si devono fare dall’interno e che Bruxelles garantisce già i “diritti di base”, a partire da quelli per i lavoratori.

Due sondaggi dell’ultim’ora, diffusi nell’imminenza dell”apertura dei seggi per il referendum britannico sulla Brexit, danno il fronte del si all’Ue (Remain) in vantaggio su quello del no (Leave): Yougov di un soffio, con il 51% contro il 49, mentre Comres piu’ nettamente, 54% a 46. Altri due istituti avevano invece dato leggermente in testa Leave.

Non c’è dubbio però che sarà l’assassinio della parlamentare laburista Jo Cox il fattore che perserà di più sulle scelte degli inglesi. Vedremo stasera quale sarà il risultato e quali saranno le prime reazioni nel Regno Unito e nel mondo.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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