Lettera aperta di un vecchio iscritto al Pci che non si riconosce nell'attuale partito

Firenze: «Sono un anziano comunista, deluso dalla segreteria del Pd di Renzi. Da Berlinguer in poi tutto è peggiorato»

di Redazione - - Cronaca, Politica, Primo piano, Top News

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FIRENZE – Pubblichiamo la lettera aperta che Lapo Cintolesi,  cittadino di Firenze, vissuto (sono sue parole) fino a qualche anno fa a sinistra, ha voluto indirizzare, attraverso Firenze Post, alla Segreteria nazionale del PD, guidata da Matteo Renzi, che è anche presidente del consiglio.cintol

 

 

 

 

 

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Commenti (1)

  • roberto

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    Anche io ho una storia uguale a quella del compagno Lapo Cintolesi!
    Deluso da tutto ciò che si definisce oggi di sinistra voglio ricordare con le parole di Enrico Berlinguer cosa significa,non dirsi,ma essere di sinistra!
    Eugenio Scalfari intervista Enrico Berlinguer
    Un altro tema fu quello della questione morale, affrontato da lui nell’intervista del 1981 ma poi ripreso molte volte. La questione morale per lui non erano le ruberie perpetrate da uomini politici; quelli erano reati da denunciare alla magistratura. La questione morale era invece l’occupazione delle istituzioni da parte dei partiti. Questo, secondo lui, era necessario fare e la leva avrebbe dovuto essere il rispetto letterale della Costituzione come avevano più volte auspicato Bruno Visentini e il nostro giornale che l’aveva sostenuto. Anche Berlinguer lo sostenne fin dall’81 ma ci ritornò con la massima chiarezza sul nostro giornale nel maggio dell’83. “Noi vogliamo un governo diverso, un governo-istituzione, formato sulla base dell’articolo 92 della Costituzione, cioè che nasce su scelta del presidente del Consiglio incaricato dal capo dello Stato senza patteggiamenti con le segreterie dei partiti. Chiediamo cioè il rispetto puro e semplice della Costituzione e siamo certi che se si cominciasse a far così l’esempio si trasmetterebbe alle istituzioni minori, enti, banche, unità sanitarie, televisione e tutta l’infinita serie del sottogoverno. Questo è per noi il governo diverso. Per noi qualunque governo dev’essere costituito così indipendentemente dal colore della maggioranza che lo sorregge”.
    Intervista rilasciata da ENRICO BERLINGUER alla viglia delle elezioni europee alla rivista EUROPA
    6 giugno 1984,poche ore prima della sua morte. Berlinguer ecco cosa rispondeva alla domanda:
    ” c’è un rapporto stretto fra il voto europeo e la situazione politica italiana?”
    Berlinguer risponde:
    ” Certo. Soprattutto nel senso che dobbiamo portare in Europa l’immagine e la realtà
    di un Paese che non sia caratterizzato dalla P2,dalle tangenti, dall’evasione fiscale
    e dalla iniquità sociale qual’è quella che si è vista col decreto che taglia i salari,
    per portare invece nella Comunità europea il volto di un Paese più pulito
    ,più democratico,più giusto.
    Noi non siamo per una finanza allegra. Possiamo anche andare in deficit ma prima occorre che tutti devono pagare le tasse”.
    Un bel programma elettorale,chiaro,trasparente come lo sguardo del politico che lo aveva espresso.
    Cosa c’è di simile oggi? NIENTE!!!
    Cosa occorre fare per rendere strutturali le affermazioni di Enrico Berlinguer??
    Eliminare l’evasione fiscale per rendere trasparente ed equo socialmente il sistema tributario e per eliminare tangenti e corruzione.
    Una riforma fiscale che applichi l’articolo 53 della Costituzione e che introduca forti aliquote progressive sui redditi (come avvenne con il New Deal di Roosevelt) che si abbattino su redditi effettivi, resi tali dalla deducibilità delle spese occorrenti per il normale svolgersi della vita quotidiana e che automaticamente debelli l’evasione fiscale.
    La riforma fiscale Costituzionale vale 260 miliardi annui.
    1. La decisione di affrontare la crisi tramite l’intervento dello Stato che rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono, sia l’uguaglianza sociale sia il pieno sviluppo della persona umana così come previsto dalla Costituzione.
    Questo rappresenta l’impegno a dirigere le attività economiche pubbliche e private e a mediare i contrasti di classe per dimostrare la compatibilità tra sistema capitalistico e regime democratico.
    2.Massicci investimenti statali ( come fece Roosevelt nel suo New Deal), per ridurre ed eliminare la disoccupazione, per promuovere una vasta serie di lavori pubblici (costruzione di case, strade, opere pubbliche che applichi l’articolo 9 della Costituzione, reddito minimo di cittadinanza in caso di disoccupazione, istruzione pubblica in modo da eliminare in radice le disuguaglianze di provenienza e dare a tutti pari opportunità nella vita lavorativa, una sanità pubblica senza sprechi e con una piena efficienza nell’erogare i servizi ecc.ecc.) per garantire, in modo strutturale, i diritti sociali presenti nella Costituzione
    3. Un Comitato dei Prezzi che deve avere il compito di formulare un “codice di concorrenza leale” per mantenere i prezzi ad un livello adeguato.
    Dall’altra parte le aziende devono dare ai lavoratori un minimo salariale e non dovranno aumentare il numero pattuito d’ore lavorative per settimana.
    4. Con la riforma fiscale ridurre le imposte sui salari e pensioni, di circa 250 euro mensili, per riequilibrare domanda e offerta di beni,consumi e servizi di prima necessita e per dare progressività al sistema tributario nel suo complesso ( tributi diretti e indiretti sui consumi – Ass. Cost. 23 maggio 1947) Dobbiamo sapere che la benzina come tutti i prodotti petroliferi ha un carico fiscale dell’80%,quindi più aumenta il prezzo e più aumenta il gettito!
    Questa Vera Patrimoniale sul reddito genera per le casse dello Stato circa 50 miliardi annui! Questa Vera Patrimoniale grava in parti uguali sia sul ” ferrarista” sia sul “pandista” e ciò è in piena violazione sia sull’articolo 53 della Costituzione sul precetto di progressività sia sull’articolo 3 sul precetto di uguaglianza sostanziale! Tutto questo dimostra che l’attuale legislazione tributaria è incostituzionale!
    5. Da qui la ripresa economica della domanda interna e dell’occupazione.
    In sintesi: L’ATTUAZIONE, FINALMENTE, DELLA COSTITUZIONE ECONOMICA CHE E’ IL MIGLIORE MODO DI DIFENDERLA!!!
    TORELLI ROBERTO

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