Si rischia di perpetuare la situazione di stallo

Madrid, elezioni spagnole: tiene il Pp di Rajoy, calano i socialisti e Podemos, difficile formare un governo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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rajoy

MADRID – A distanza di 6 mesi, la Spagna è tornata al voto per cercare di formare un nuovo governo e un nuovo parlamento. Oltre 36 milioni di cittadini erano chiamati alle urne. L’affluenza è stata del 69,2%, in linea con quella del 20 dicembre. Oltre 30%, invece, gli astenuti. Il risultato però conferma l’incertezza che esisteva già a dicembre: nessun partito è in grado di governare e le alleanze si presentano difficili.

Il Pp del premier uscente Mariano Rajoy è primo, ma senza maggioranza. I popolari guadagnano 13 seggi: 136 contro i 123 di sei mesi fa, ma non bastano per governare. Con lo scrutinio al 90% perdono qualcosa i socialisti: 86 seggi contro i 90 di dicembre, ma restano davanti a Podemos fermo a quota 71 (69 a dicembre). Quarta posizione per Ciudadanos, che scende da 40 a 32 seggi.

Questi risultati senza maggioranze chiare e fra veti incrociati dei partiti, rischiano però di non risolvere il problema della governabilità del paese. Rajoy ha continuato a proporre durante la campagna elettorale quanto ha sostenuto negli ultimi sei mesi, cioè una Gran Coalicion con socialisti e Ciudadanos che garantisca per quattro anni la stabilità del paese in un quadro ”europeo”. Il leader socialista Pedro Sanchez però finora ha risposto ”no”. Da soli, popolari e Ciudadanos non arrivano alla maggioranza assoluta di 176 seggi del Congresso.

Il premier uscente si presenta però ora alle trattative con gli altri partiti con una maggiore autorevolezza: quella del solo leader che ha vinto, e non poco, in queste politiche.

Il deludente risultato della sinistra rende più difficile il possibile tentativo di una maggioranza progressista Psoe-Podemos, che potrebbe però cercare di allargarsi ai nazionalisti baschi del Pnv (5 seggi) o ricercare l”astensione degli indipendentisti catalani di Cdc e Erc (17 deputati). Iñigo Errejón, numero due di Podemos, commenta i risultati parziali: «Non sono numeri buoni. Non è il risultato che ci aspettavamo. Comunque continueremo a tendere la mano (al Psoe, ndr) perché si possa formarsi un governo progressista».

Il quadro rimane complesso e assai frastagliato. I quattro leader in campagna hanno detto di essere determinati ad evitare un nuovo ritorno alle urne. Le trattative però si annunciano difficili, ma anche gli altri leader europei, già in difficoltà per recuperare una credibilità perduta, insisteranno per avere al tavolo delle trattative un governo spagnolo in carica e con una maggioranza ben definita.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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