Cinema: addio a Bud Spencer, il gigante buono. Si è spento a 86 anni

di Redazione - - Cronaca, Cultura

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ROMA – È morto a 86 anni l’attore Bud Spencer.  Il suo vero nome era Carlo Pedersoli, nato a Napoli il 31 ottobre 1929. L’annuncio è stato dato dal figlio Giuseppe: «Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata “grazie”».

Tutti lo ricordiamo come il gigante buono che menava sempre in coppia con l’amico Terence Hill. L’omone barbuto degli spaghetti western degli anni ’70, quelli che hanno conquistato generazioni di ragazzini innamorati dei due scanzonati protagonisti di Lo chiamavano Trinità. Ma è stato in realtà protagonista di una carriera lunga e poliedrica nella quale, accanto ai film più popolari, c’è stato spazio per il thriller (diretto da Dario Argento in Quattro mosche di velluto grigio), per il cinema d’autore con Ermanno Olmi e persino per il dramma di denuncia civile con Torino nera di Carlo Lizzani.

Prima di diventare attore è stato però un eccellente nuotatore, si è affermato ai campionati italiani nello stile libero e nelle staffette miste. Nei cento metri stile libero è entrato nella storia per essere stato il primo italiano a infrangere la barriera del minuto netto: precisamente con il tempo di 59″5 nel 1950 sia a Salsomaggiore in vasca da 25 metri che a Vienna. Nel 1949 ha esordito in nazionale e l’anno dopo è stato convocato per i campionati europei di Vienna dove ha nuotato in due finali, quinto nei 100 m e quarto con la staffetta 4×200 m. Nel 1951 ai Giochi del Mediterraneo di Alessandria d’Egitto ha vinto due medaglie: secondo sia nei 100 m che con la 3×100 metri mista.

Cominciò con il cinema come comparsa in Quo Vadis, ma ebbe il ruolo di protagonista soltanto nel western Dio perdona nel 1967 e in quest’occasione inizia la fortunata accoppiata con Mario Girotti (Terence Hill). Il successo del film è più che lusinghiero, ma sarà l’episodio successivo, Lo chiamavano Trinità (E.B. Clucher, 1970) a consacrare il successo del duo, un vero e proprio colpo di fulmine con il pubblico che si ripeterà per altre 16 volte in tutto.   Il cliché del personaggio è sempre lo stesso: un gigante dal cuor d’oro che mena sganassoni, sorride sempre, ristabilisce i torti e si gode la vita.

Lo ha sempre amareggiato il fatto di non essere molto considerato nell’ambiente che conta del cinema italiano: «In Italia io e Terence Hill semplicemente non esistiamo – si lamentava negli ultimi anni – nonostante la grande popolarità che abbiamo anche oggi tra i bambini e i più giovani. Non ci hanno mai dato un premio, non ci invitano neppure ai festival». L’ultima apparizione in tv era stata nel 2010 con I delitti del cuoco, fiction di Canale 5. L’anno scorso Napoli l’aveva festeggiato con una medaglia e una targa per la sua lunga carriera, consegnata dal sindaco De Magistris a Palazzo San Giacomo in nome della sua città.

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