I dati pubblicati dall'Inps

Immigrazione: in calo colf e badanti stranieri (-2,3%), ma crescono gli italiani (+4,2%)

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia

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colf

ROMA – Nel 2015 i lavoratori domestici contribuenti all’Inps sono stati 886.125, in calo del 2,3% (-20.518 in valore assoluto) rispetto al dato del 2014 ma aumentano gli italiani. La contrazione spiega l’istituto di previdenza è “quasi tutta imputabile alla componente maschile e immigrata”. Una più ampia diminuzione si è registrata nel 2014 rispetto ai dati 2013 (-5,2%) e nel 2013 rispetto al 2012 (-5,2%) anno in cui c’è stato, invece, un forte aumento del numero di lavoratori per effetto della sanatoria riguardante i lavoratori extracomunitari irregolari.

A fronte dell’andamento decrescente del numero di lavoratori domestici in Italia nel triennio 2013-15, per i lavoratori italiani, si registra invece un andamento crescente pari al 4,2% nell’anno 2015 rispetto all’anno precedente. La composizione per sesso evidenzia una netta prevalenza di donne, che ha raggiunto nel 2015 il valore massimo degli ultimi sei anni, pari all’87,8%. Si osserva che il fenomeno della regolarizzazione interessa maggiormente i lavoratori di sesso maschile. La regione che registra in Italia, sia per i maschi che per le femmine, il maggior numero di lavoratori domestici è la Lombardia, con 160.587 lavoratori pari al 18,1%, seguita dal Lazio (15,0%), dall’Emilia Romagna (9,0%) e dalla Toscana (8,5%).

In queste quattro regioni si concentra più della metà dei lavoratori domestici in Italia. La composizione dei lavoratori in base alla nazionalità evidenzia una forte prevalenza di lavoratori stranieri, che nel 2015 risultano essere il 75,9% del totale. Con riferimento alla distribuzione regionale per nazionalità, in Lombardia si concentra la maggior parte dei lavoratori domestici stranieri nell’anno 2015, con 135.188 lavoratori (20,1%), seguita dal Lazio (17,0%) e dall’Emilia Romagna (10,1%); per i lavoratori italiani, invece, al primo posto abbiamo la Sardegna con il 16,4% e a seguire Lombardia (11,9%) e Lazio (8,7%).

Nel 2015 l’Europa dell’Est è la zona geografica da cui proviene quasi la metà dei lavoratori stranieri, con 404.571 lavoratori, pari al 45,7%. Il numero di colf, invece, evidenzia un decremento pari al -5,4%, influenzato maggiormente dalla diminuzione dei lavoratori provenienti dall’Asia Orientale (-13,6%) e dall’Africa del Nord (-13,2%); anche in questo caso i lavoratori italiani fanno registrare una variazione in controtendenza (+0,3%). La composizione per sesso evidenzia una netta prevalenza di femmine, che ha raggiunto nel 2015 il valore massimo degli ultimi sei anni, pari all’87,8%. Il fenomeno della regolarizzazione interessa maggiormente i lavoratori di sesso maschile.

 

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Camillo Cipriani

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