Alla scoperta del pianeta misterioso

Juno, sonda dal cuore italiano (e fiorentino): pronta ad incontrare Giove dopo 5 anni di viaggio

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura, Economia, Lente d'Ingrandimento

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La sonda Juno

La sonda Juno

È in dirittura d”arrivo la sonda Juno (JUpiterNear-polarOrbiter), acronimo che cade a fagiolo con quello che deve fare: incontrare Giove, il massimo pianeta del Sistema Solare, per strapparne i segreti. Giove è infatti un pianeta ancora misterioso, che con la sua mole ha condizionato la storia e la struttura del nostro sistema planetario e del quale si ignora ancora se abbia un nucleo roccioso. C’è molto da chiarire anche sull’origine complessa delle sue aurore, che sta sfoggiando in questi giorni per salutare Juno.

Lanciata il 5 agosto 2011, Juno è stata realizzata dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, ma il suo cuore scientifico è lo spettrometro italiano Jiram (JovianInfraRedAuroral Mapper): oltre a catturare le immagini delle aurore polari, studierà gli strati superiori dell’atmosfera a caccia di metano, vapore acqueo, ammoniaca e fosfina. Finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), è stato realizzato da Leonardo-Finmeccanica a Campi Bisenzio (Firenze) sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Inaf). Ottenere la prima mappa interna di Giove è l’obiettivo di KaT (Ka-Band Translator), progettato dall’Università Sapienza di Roma e realizzato dalla Thales Alenia Space Italia con il supporto dell’Asi. Italiano, infine, anche il sensore d’assetto Autonomous Star Tracker, realizzato da Leonardo-Finmeccanica: dopo averla guidata verso Giove, il sensore permetterà a Juno di mantenere la rotta nell’orbita del pianeta gigante.

A bordo di Juno non ci sono solo strumenti scientifici; ci sono la targa con il ritratto e la firma di Galileo Galilei e il testo che descrive la scoperta delle lune di Giove. Questo omaggio al grande fisico italiano è accompagnato da oggetti più ludici, ma importanti: tre minuscole statuine che raffigurano Galilei e le antiche divinità Giove e Giunone, realizzate dalla Lego in collaborazione con la Nasa nell’ambito di un programma teso a stimolare nei ragazzi l’interesse per i temi scientifici.

Juno ha viaggiato per cinque anni, percorrendo quasi tre miliardi di chilometri. Alle 5,35 del mattino di martedì 5 luglio entrerà nell’orbita di Giove per studiarlo da vicino come nessuna missione spaziale ha mai fatto finora. Larga 20 metri e alta 4,5, è il primo veicolo spaziale a energia solare impegnato in una missione così lontana dal sole. Sarà anche il primo veicolo spaziale a sorvolare i poli di Giove, esplorando i vortici che tormentano l’atmosfera del pianeta 300 volte più massiccio della Terra.

Negli anni Settanta le sonde Pioneer sono state le prime a passare vicino al pianeta gigante, catturando dettagli della superficie, come macchie, aurore e maree. Adesso si tratta di conoscere tutti questi aspetti molto più da vicino e, soprattutto, bisogna capire che cosa si nasconde sotto la superficie del pianeta gigante. Scoprirlo è il compito dei nove
strumenti della sonda.

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